Haitam Errafi
in foto: Haitam Errafi

Non ci sarà probabilmente alcun processo per la morte di Haitam Errafi, il ragazzino di 13 anni che lo scorso 14 febbraio morì nell'incendio del suo palazzo a Milano, in zona Quarto Oggiaro. Il pubblico ministero Ilaria Perinu ha infatti chiesto di archiviare la posizione di 11 persone che erano indagate per omicidio colposo e incendio colposo. Tra gli indagati figuravano anche alcuni tecnici del Comune: nessuno di loro però, secondo il pm, è in qualche modo responsabile del decesso dell'adolescente. Dalle indagini è infatti emerso che il palazzo di quattordici piani in via Cogne in cui divampò il tremendo rogo che causò la morte di Haitam e l'intossicazione di altri 13 inquilini era a norma, così come l'impianto elettrico.

L'incendio sarebbe divampato a causa di un corto circuito in un appartamento al decimo piano, esattamente sotto a quello in cui abitava Haitam, che quel giorno era da solo a casa. Il ragazzino, che soffriva di alcuni disturbi della personalità, poco prima di perdere i sensi a causa del fumo era riuscito a telefonare alla madre: "Mamma ho paura, è tutto pieno di fumo" aveva detto. Il ragazzo era benvoluto da tutto il quartiere: pochi giorni dopo la sua morte era stata organizzata una manifestazione per ricordarlo, alla quale avevano partecipato tantissime persone. Anche il Comune di Milano aveva fatto sentire la propria vicinanza alla famiglia del ragazzo, facendosi carico dei funerali.