Jessica Mantovani
in foto: Jessica Mantovani

Saranno i risultati delle analisi sui campioni prelevati dai Ris di Parma a chiarire se il sangue ritrovato all'interno dell'auto del 23enne M.Z. appartenga o meno a Jessica Mantovani, la 37enne ritrovata senza vita lo scorso 13 giugno in una centrale idroelettrica di Prevalle, in provincia di Brescia. Il reparto specializzato dei carabinieri avrebbe infatti isolato alcune tracce di sangue all'interno del baule della Fiat Panda del 23enne che risulta al momento indagato per omicidio insieme con il 50enne G.B. per la morte di Jessica.

Tracce di sangue anche in casa dell'altro indagato

Le prime tracce ematiche sono state ritrovate proprio a casa di quest'ultimo dove lo scorso 14 settembre i carabinieri del nucleo Investigazioni Scientifiche si erano recati per effettuare le ispezioni di rito: l'uomo infatti è stato l'ultimo a vedere la 37enne la sera della sua sparizione. Jessica, residente a Villanuova sul Clisi, si era fatta accompagnare dal padre a casa dell'uomo per trascorrere lì alcune ore, quando però il padre della donna è tornato a riprenderla il 50enne ha detto all'uomo che la figlia era già andata via.

Jessica uccisa da un colpo alla testa

Il corpo di Jessica è stato ritrovato il giorno dopo nelle griglie della centralina idroelettrica di Prevalle. All'inizio si pensò a un suicidio ma sono stati i risultati dell'autopsia a porre nuova luce sulla morte della donna: i medici infatti oltre a non aver evidenziato alcuna presenza di acqua nei polmoni della vittima, segno del fatto che non sia morta per annegamento, hanno notato una grossa ferita alla testa, ferita inflitta, secondo gli investigatori, da qualcuno che ha prima sferrato un colpo in testa alla donna e poi ne ha gettato il cadavere nel fiume della centrale idroelettrica. Il fascicolo per omicidio aperto in procura a Brescia ha così visto prima l'iscrizione nel registro degli indagati del 50enne e poi in un secondo momento del 23enne.