Fabrizio Corona dopo la prima notte in carcere è "abbattuto" ma anche "pronto a reagire". A dirlo è stato uno dei suoi avvocati, Ivano Chiesa, che è andato a trovare il suo assistito nel carcere di San Vittore, a Milano, dove il "re del gossip" è tornato ieri a distanza di quasi un anno dall'ultima scarcerazione. Le porte del penitenziario di piazza Filangieri per Corona si sono riaperte ieri dopo che il giudice del tribunale di Sorveglianza Simone Luerti ha sospeso l'affidamento terapeutico per il 44enne catanese. Il legale di Corona ha definito il magistrato "una gran brava persona" giustificando così la sua decisione: "Non poteva fare altro". A proposito dello stato d'animo di Corona, l'avvocato Chiesa ha detto che l'ex re dei paparazzi, per quanto amareggiato per essere tornato in carcere, è consapevole che da ora in poi non potrà lasciarsi andare a "eccessi e comportamenti sopra le righe".

L'avvocato di Corona: Le regole vanno rispettate

La decisione di sospendere l'affidamento terapeutico, che il 21 febbraio dello scorso anno aveva consentito a Corona di uscire dal carcere per disintossicarsi dalla sua dipendenza dalla cocaina, è stata presa da Luerti in seguito alle numerose violazioni alle prescrizioni a cui Corona doveva attenersi ma anche (e forse soprattutto) alla sua "insofferenza" alle regole, evidenziata secondo il giudice da Corona nelle sue "story" su Instagram e durante alcune sue apparizioni televisive. Secondo l'avvocato Chiesa esiste una differenza tra le critiche, a suo dire giuste, per le condanne "eccessive" subìte in passato da Corona e per i 16 mesi trascorsi in carcere dal 44enne per i famosi soldi nel controsoffitto (una vicenda per cui alla fine Corona è stato condannato in modo lieve per un solo reato fiscale) e il rispetto delle regole imposte dall'affidamento terapeutico: "Le regole vanno rispettate, se no si passa dalla parte del torto", ha detto il legale, che avrebbe cercato di spiegare questo concetto a Corona.