Domenica 4 marzo 2018 i cittadini lombardi aventi diritto di voto si recheranno alle urne per eleggere il nuovo Consiglio regionale della Lombardia e il nuovo presidente della Regione. I seggi resteranno aperti dalle 7 alle 23. La data del voto coincide con quella delle elezioni Politiche (il cosiddetto Election day). Le modalità di voto per le due tornate elettorali sono però diverse. Ecco cosa devono sapere tutti i cittadini che voteranno per le prossime Regionali.

La legge elettorale della Lombardia

In Lombardia si vota sulla base della legge regionale n.17 del 31 ottobre 2012 "Norme per l’elezione del Consiglio Regionale e del Presidente della Regione", modificata dalla legge regionale n.38 del 28 dicembre 2017 che garantisce l'alternanza di uomini e donne nelle preferenze e il divieto di superare il 60 per cento dei candidati di uno stesso sesso nelle liste. Si vota in un'unica tornata, senza ballottaggi: il candidato presidente che ottiene il maggior numero di voti diventa governatore. In totale sono 80 i consiglieri da eleggere, incluso il presidente: gli altri 79 consiglieri sono eletti con criterio proporzionale sulla base di liste provinciali concorrenti, con applicazione di un premio di maggioranza e alcune tutele per le  Il premio di maggioranza scatta nei seguenti casi: il candidato presidente (e le liste che lo sostengono) che ottiene più voti prende il 55 per cento dei seggi (almeno 44 seggi) se rimane sotto il 40 per cento delle preferenze. Il premio va dal 60 fino a un massimo del 70 per cento dei seggi (almeno 48 seggi) per il candidato presidente che ottenga oltre il 40 per cento delle preferenze. Un seggio è riservato al miglior perdente tra i candidati alla presidenza. Per garantire la rappresentanza di ogni parte del territorio, dovrà inoltre obbligatoriamente entrare a far parte del Consiglio regionale almeno un rappresentante di ciascuna delle 12 province. La legge elettorale lombarda pone un limite al terzo mandato consecutivo per un governatore. Il cosiddetto "listino bloccato" è stato bloccato, mentre è ammesso il voto disgiunto.

Voto disgiunto e preferenze: come si fa

Il voto disgiunto consente di votare per un candidato presidente e per una lista diversa da quelle che lo sostengono. Sulla scheda elettorale, che è unica per le Regionali, l'elettore può dunque a scelta:

  • votare per un candidato alla carica di Presidente della Regione;
  • votare per un candidato alla carica di Presidente della Regione e per una delle liste a esso collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste;
  • votare per un candidato alla carica di Presidente della Regione e per una delle altre liste a esso non collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste (cosiddetto “voto disgiunto”);
  • votare a favore solo di una lista. In tal caso il voto si intende espresso anche a favore del candidato Presidente della Regione a essa collegato.

L’elettore può inoltre esprimere, nello spazio accanto al simbolo delle liste, fino a due voti di preferenza per indicare i consiglieri regionali, scrivendo il cognome o il nome e cognome del candidato in caso di omonimie. Nel caso di espressione di due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso della medesima lista (un uomo e una donna o viceversa). In caso contrario la seconda preferenza è annullata.

I candidati presidente e le liste

Sono sette i candidati alla Presidenza della Regione Lombardia. Eccoli in ordine alfabetico:

  • Giulio Arrighini per il Grande nord
  • Angela De Rosa di CasaPound
  • Attilio Fontana per il centrodestra
  • Massimo Gatti di Sinistra per la Lombardia
  • Giorgio Gori per il Pd e il centrosinistra
  • Onorio Rosati per Liberi e uguali
  • Dario Violi per il MoVimento 5 stelle.

Il vincitore succederà a Roberto Maroni. Diciannove invece le liste ammesse alle elezioni, anche se alcune non parteciperanno in alcune circoscrizioni provinciali perché non hanno raggiunto il numero di firme necessario. Per conoscere nel dettaglio le liste e i candidati per ciascuna provincia si rimanda a questo link.

Documenti utili e spoglio

Per votare occorre presentare al seggio uno dei seguenti documenti: la carta d'identità o altro documento di riconoscimento munito di fotografia; la tessera di riconoscimento rilasciata dall'Unione nazionale ufficiali in congedo in Italia, sempre munita di fotografia e convalidata da un Comando militare o la tessera di riconoscimento di appartenenza ad un ordine professionale. A questi va aggiunta la tessera elettorale, sulla quale è indicato luogo e numero di seggio in cui recarsi per esprimere la propria preferenza. La tessera viene rilasciata dall'ufficio elettorale del comune di residenza ed è valida fino all'esaurimento dei 18 spazi a disposizione che certificano l'avvenuta partecipazione al voto. In caso la scheda non sia più valida bisogna procedere al rinnovo, rivolgendosi sempre agli uffici elettorali del comune di residenza, che resteranno aperti dalle 9 alle ore 18 nei due giorni antecedenti la data della consultazione e, nel giorno della votazione, per tutta la durata delle operazioni di votazione, e quindi dalle 7 alle 23. In caso di smarrimento, l'elettore potrà richiedere il duplicato sempre presso l'ufficio elettorale comunale, insieme alla domanda corredata da una dichiarazione di smarrimento, o da denuncia all'Autorità di Pubblica Sicurezza. Lo scrutinio delle schede regionali comincerà dopo la conclusione di quelli relative alle Politiche (per Camera e Senato). Sul sito del ministero dell'Interno è scritto che le operazioni di scrutinio inizieranno lunedì 5 marzo alle 14, "dopo che siano state ultimate le operazioni di spoglio relative al Senato e alla Camera dei deputati".