Roberto Formigoni, prima passeggiata dopo la scarcerazione (LaPresse)
in foto: Roberto Formigoni, prima passeggiata dopo la scarcerazione (LaPresse)

L'ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni non riceverà più né il vitalizio né la pensione da senatore. Lo ha deciso il Consiglio di presidenza del Senato, prendendo atto oggi della sentenza definitiva con cui a febbraio la Cassazione ha condannato l'ex Celeste a cinque anni e dieci mesi per corruzione per la vicenda Maugeri – San Raffaele. La sospensione del vitalizio e della pensione per Formigoni, che essendo stato eletto a Palazzo Madama in più legislature a cavallo della riforma entrata in vigore dal primo gennaio 2012 (quando dai vitalizi si è passati alle pensioni) beneficiava di un assegno calcolato sulla base di entrambi i regimi, scatterà a partire dal prossimo mese di agosto. Lo stop è stato deciso in virtù di una delibera del 2015 (la deliberazione del Consiglio di presidenza n. 57 del 7 maggio 2015) che prevede la sospensione delle erogazioni di vitalizi e pensioni ai parlamentari condannati in via definitiva per reati di particolare gravità. È stata la senatrice del Movimento 5 stelle, Laura Bottici, a comunicare alla stampa la decisione riguardante Roberto Formigoni.

Roberto Formigoni è ora ai domiciliari

Roberto Formigoni, 72 anni, è uscito di scena dalla politica italiana dopo le ultime elezioni del marzo 2018. Nella sua carriera è stato governatore della Lombardia per quattro mandati (l'ultimo finito anzitempo), tre volte senatore, tre volte deputato e due volte eurodeputato. Coinvolto nella vicenda dei fondi neri delle cliniche Maugeri – San Raffaele, a febbraio era stato condannato in via definitiva a cinque anni e dieci mesi per corruzione ed è finito in carcere a Bollate, alle porte di Milano, da dove è uscito la scorsa settimana dopo cinque mesi di reclusione. Adesso sta scontando il resto della condanna (che terminerà nel 2023) ai domiciliari nell'abitazione di un amico a Milano.