A quasi un mese dalla scomparsa dell'imprenditore di Marcheno (Brescia) Mario Bozzoli, non ci sono ancora novità di rilievo nelle indagini. L'inchiesta resta senza indagati e le analisi degli esperti sui lingotti di ottone e gli scarti prodotti dalla fonderia, alla ricerca di tracce biologiche dell'imprenditore, proseguono senza per ora alcun esito. Ecco allora che l'attività degli inquirenti segue i metodi tradizionali: gli interrogatori di parenti e conoscenti dell'imprenditore, in particolare per ricostruire quel clima di tensione tra Mario, da una parte, e il fratello Adelio e i suoi due figli Giacomo e Alex, dall'altro, che sembra essere la chiave del mistero. Un elemento in più, in questo senso, è stato fornito da un artigiano che ha lavorato nella nuova fonderia di Bedizzole che, secondo quanto ormai accertato, il fratello di Mario Bozzoli e i suoi nipoti avevano intenzione di aprire. Un'attività che sarebbe andata in diretta concorrenza con quella di Marcheno, divisa come proprietà tra Mario e Adelio.

Le fatture della nuova fonderia pagate da Mario Bozzoli. Perché?

Secondo quanto rivela il Corriere della sera, l'artigiano avrebbe detto che le fatture per la fonderia di Bedizzole erano state fatte saldare da Adelio e dai suoi figli a Mario Bozzoli. Un elemento che sarà facilmente verificabile dagli inquirenti, e che dovrà quanto meno essere spiegato dai tre, già indicati dalla moglie dell'imprenditore come il motivo del cattivo umore e delle preoccupazioni del marito negli ultimi tempi. Insinuazioni senza alcun riscontro, al momento, alle quali il fratello dell'imprenditore scomparso ha già replicato, affermando tralaltro di aver deciso di comune accordo con lui di rimandare l'apertura della fonderia a Bedizzole per fronteggiare, assieme, la crisi.

I dipendenti della Bozzoli senza stipendio da due mesi.

La crisi: parola che adesso i dipendenti della fonderia di Marcheno iniziano ad accarezzare con mano. Da due mesi, ben prima che Bozzoli scomparisse, i lavoratori sono senza stipendio. L'attività della fabbrica resta bloccata fino a quando la magistratura non completerà le analisi sui forni, in particolare su quello nel quale, la sera dell'8 ottobre, si registrò una fiammata anomala. Ma i conti dell'azienda non sono sottoposti a sequestro: spetta alla proprietà, adesso quindi al solo Adelio Bozzoli, pagare i dipendenti. Non tutti: uno di loro, Giuseppe Ghirardini, non potrà mai ritirare lo stipendio. È stato trovato morto nei boschi di Ponte di legno domenica 18 ottobre: un altro tassello che non trova al momento una sua collocazione logica nel giallo di Marcheno.