Dopo il suicidio di un adolescente, probabilmente legato a una pratica estrema diffusa su internet, il "Blackout", la procura di Milano vuole stroncare sul nascere ogni possibile forma di emulazione. Per questo il procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano ha disposto l'oscuramento e il sequestro preventivo di tutti i siti web relativi alla pratica estrema, partendo da quelli visitati dal ragazzo prima di strangolarsi con una corda: "Si tratta di capire chi vi sia dietro questo macabro gioco e, soprattutto, se sia stato indotto psicologicamente o obbligato a compiere tale gesto estremo da parte di qualcuno", hanno scritto il procuratore aggiunto Siciliano e il pubblico ministero Letizia Mocciaro nel decreto. La procura ha aperto un fascicolo contro ignoti con l'ipotesi di reato di istigazione al suicidio. Il provvedimento d'urgenza della procura riguarda principalmente i motori di ricerca Google e Microsoft: i siti web che ospitano "i file che inducono a questa macabra pratica", scrivono i magistrati, saranno oscurati, sequestrati e deindicizzati. Secondo il provvedimento della procura "l’oscuramento dei siti – mediante lo strumento dell’ordine di inibitoria agli Internet service provider – si pone come unico, ultimo e necessario strumento di contrasto alla diffusione in rete del materiale relativo alla sfida del blackout".

La procura vuole evitare un nuovo caso Blue whale

Il tentativo dei magistrati milanesi è volto a evitare un nuovo caso "Blue whale", la psicosi legata al discusso "gioco" estremo che lo scorso anno venne enfatizzata da un servizio (poi molto criticato nella sua attendibilità) della trasmissione televisiva "Le Iene". Nel caso del blackout, però, è dimostrato che si tratti di una pratica estrema già diffusa negli Stati Uniti da decenni, e che internet dunque ha solo contribuito ad amplificare e a portare all'attenzione di un maggior numero di adolescenti. Il principio alla base del "blackout" (chiamato anche "Choking game" o "scarf game") è quello comune a molte pratiche estreme: provare emozioni forti, sperimentare il "brivido", arrivare ai limiti delle proprie capacità. La pratica consiste nello strangolarsi da soli, con corde, sciarpe o con le proprie mani, arrivando al limite dello svenimento per asfissia e in alcuni casi superandolo. Igor Maj, ragazzino 14enne milanese trovato morto asfissiato nella sua cameretta lo scorso 6 settembre, potrebbe essersi spinto troppo oltre in questa pratica, che può causare gravi conseguenze anche per chi riesce a fermarsi prima che sia troppo tardi: sono comunque ancora in corso gli accertamenti dei carabinieri, che stanno analizzando il computer e lo smartphone dell'adolescente.