È appena iniziata, ma molti sperano probabilmente che finisca in fretta. L'estate 2019 si preannuncia particolarmente torrida per i circa 750mila pendolari lombardi (fonte: rapporto Pendolaria 2018) che ogni giorno utilizzano il treno per spostarsi dalla propria abitazione al luogo di lavoro o, anche se scuole e università ora sono chiuse o presto chiuderanno, studio. Alla prima, vera ondata di calore della stagione, i pendolari si sono trovati a fronteggiare i disagi dovuti a sistemi di condizionamento "vetusti" su alcuni convogli di Trenord, società controllata per metà dalla Regione Lombardia e per l'altra metà da Fs e a cui è affidato il trasporto regionale ferroviario. Tra giovedì 27 e venerdì 28 giugno diversi treni sono stati soppressi su alcune direttrici: il caldo eccessivo ha messo fuori uso gli impianti di climatizzazione dei convogli più "anziani", costringendo Trenord a bloccarli per evitare ai passeggeri l'effetto "carro bestiame".

Effetto che però, come documentato da alcuni comitati di pendolari, c'è stato comunque. Sebbene la cancellazione, in percentuale, abbia interessato pochi treni sul totale dei convogli circolanti, la soppressione di alcune corse "strategiche" (ad esempio in orari di punta) ha costretto in alcuni casi i pendolari ad ammassarsi negli unici treni disponibili. Inevitabili, quindi, le critiche a Trenord: possibile che questa "emergenza caldo" non sia stata prevista? Perché è vero che le temperature di questi giorni a fine giugno non si registravano a Milano da anni, ma è anche vero che – per effetto del climate change -, il clima tropicale e il caldo torrido (come, all'opposto, i violenti nubifragi e in generale i fenomeni atmosferici "estremi") sono ormai la realtà con la quale anche l'Italia si trova a fare i conti.

La circolazione in tempo reale: una fotografia impietosa

Una fotografia impietosa della situazione che i pendolari si sono trovati a fronteggiare nei giorni scorsi la si poteva avere andando sulla pagina del sito Trenord che mostra gli avvisi sulla circolazione in tempo reale. Uno screenshot effettuato attorno alle 17 di venerdì 28 giugno mostrava come le linee precedute da un asterisco (cioè, come da legenda, sulle quali ci sono criticità) fossero la netta maggioranza. Se si indagava su quali fossero queste criticità si scopriva che, come ad esempio sulla linea Mariano/Camnago-Seveso-Milano (una delle tante, presa a caso) si trattava di convogli cancellati per generici "guasti" o "manutenzione straordinaria".

Lo scaricabarile della politica

Le criticità di questi ultimi giorni, che oggi, sabato 29 giugno, sembrano essere rientrate, sono state denunciate anche dalla politica, che ha messo in scena però il solito scaricabarile cui gli italiani sono da tempo abituati: "Se non funziona il sistema di refrigeramento delle carrozze la causa sarà anche del troppo caldo che manda in tilt l’impianto, ma la colpa è soprattutto della mancata programmazione e manutenzione che solitamente qualsiasi azienda di trasporto che si rispetti fissa già nel mese di marzo", hanno detto i consiglieri regionali del Pd Pietro Bussolati e Matteo Piloni, aggiungendo: "Un’azienda seria programmerebbe le verifiche degli impianti, e la relativa manutenzione, mesi prima dell’estate e dell’orario estivo. Non possiamo che rimanere allibiti di fronte a questi continui disagi". La replica dell'assessore regionale ai Trasporti Claudia Maria Terzi è stata questa: "Va detto che i malfunzionamenti degli impianti di condizionamento si verificano in particolare sui treni vecchi. E i treni vecchi sono eredità del centrosinistra, che quando era al governo e controllava le Fs non ha investito sul materiale rotabile in Lombardia". Poi, però, anche l'assessore non ha potuto fare a meno di "rimproverare" Trenord, gestita da oltre 20 anni dal centrodestra che governa in regione: "Ho chiesto a Trenord di intervenire per tutelare i pendolari. Le temperature di questi giorni sono inusuali, ma la società deve mettere in campo ogni azione possibile per limitare i disagi. I disservizi vanno assolutamente contenuti e Trenord deve fare uno sforzo supplementare in questa direzione".

Nonostante gli alibi, che ci sono, bisogna fare qualcosa

Trenord, va detto, può nascondersi dietro diversi "alibi". Il principale è legato alle sue dimensioni: la Lombardia è la prima regione d'Italia per passeggeri trasportati, pari al 26 per cento dei viaggiatori di tutta la Penisola (fonte dati: Bilancio di sostenibilità 2018 di Trenord). Lo scorso anno sono stati 209 milioni i passeggeri trasportati: oltre 800mila in media nei giorni feriali, in crescita del sette per cento rispetto all'anno precedente. Insomma, Trenord è una grande azienda, chiamata ogni giorno a importante sforzi per far muovere, in pratica, una buona fetta della Lombardia. Proprio per questo l'attenzione anche della politica sull'azienda, e soprattutto sui fruitori del servizio, ossia i cittadini che oltretutto (quando non obbligati) fanno una scelta sostenibile viaggiando su rotaia senza usare mezzi privati, dovrebbe essere massima in ogni periodo dell'anno, estate compresa. Perché se le dimensioni, la proprietà frammentata (parte della regione, parte dello Stato) e i tagli al trasporto pubblico possono sicuramente essere degli alibi, altrettanto non può dirsi per il caldo, per quanto record: altre ondate di calore arriveranno, lo si può prevedere già da ora. Chissà se per allora i problemi ai condizionatori saranno risolti.