Aveva premeditato da giorni, come da lui ammesso davanti agli inquirenti, quello che secondo lui doveva essere solo un "gesto eclatante". Ma che secondo la procura di Milano poteva essere una strage, per di più aggravata dal terrorismo: aggravante contestata non per finalità religiose, ma perché ha commesso un gesto che ha creato panico nella popolazione. Ousseynou Sy, l'autista 47enne che ieri ha dirottato un bus a Crema tenendo in ostaggio per 40 minuti 51 bambini di una scuola media e tre accompagnatori e poi dando fuoco al mezzo sulla Paullese, a San Donato Milanese, aveva preparato un video in cui preannunciava il suo gesto: "Si parlerà molto di me", dice nel filmato che era destinato ai suoi conoscenti non solo a Crema, cittadina in provincia di Cremona in cui abita, ma anche in Senegal, suo Paese di origine.

Il video era in un pc nel suo appartamento a Crema

Il video è stato trovato dai carabinieri in un pc nel suo appartamento, perquisito nella giornata di ieri subito dopo l'arresto dell'uomo, al culmine di un'operazione spettacolare e perfetta portata a termine dai militari dell'Arma: alla fine nessuno è rimasto ferito in modo grave e 14 persone sono finite in ospedale con lievi escoriazioni. Considerando che l'autobus era stato cosparso di benzina e incendiato mentre all'interno si trovavano ancora alcuni ragazzini si capisce che si è trattata davvero di una tragedia mancata. Il suo avvocato, Davide Lacchini, ha parlato di un "gesto sconsiderato che è sfuggito di mano, voleva fare un gesto eclatante per richiamare l'attenzione su quello che sta succedendo sulle politiche migratorie". Il 47enne, una persona piuttosto taciturna che a Crema è conosciuta come Paolo, si infervorava a quanto pare solo sulle questioni politiche:  "Sente il problema sulla sua pelle, per lui sono fratelli", ha riferito l'avvocato parlando delle persone morte nel Mar Mediterraneo, che sarebbe il motivo alla base del suo sconsiderato gesto che poteva causare altre morti innocenti.

Sarà l'inchiesta della procura di Milano a definire le responsabilità di Sy, a chiarire chi si nasconda dietro il 47enne: se l'uomo cordiale e stimato dai colleghi, che da 15 anni guidava gli autobus per la società Autoguidovie, o se un sanguinario attentatore che davvero, come riferito da alcuni dei ragazzini sequestrati sul bus, voleva che 51 bimbi morissero per vendicare le persone morte nel Mediterraneo.