(Foto: Mianews)
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L'aumento del biglietto Atm a due euro è già realtà, e ben prima di oggi, quando la novità è ufficialmente entrata in vigore. Eppure i partiti che siedono all'opposizione a Palazzo Marino anche nel giorno dell'entrata in vigore della nuova norma non hanno rinunciato a protestare contro la riforma del sistema tariffario, un provvedimento che nei giorni scorsi era stato avversato anche (con un ostruzionismo che ha consentito di emendare alcune norme, ma non ne ha potuto stravolgere la sostanza) nel suo iter in Consiglio comunale. La protesta più eclatante è stata organizzata dalla Lega. Alle 18 è in programma un presidio davanti a Palazzo Marino, sede del Consiglio comunale, per protestare contro l'aumento delle tariffe Atm e la proposta di aumentare il pedaggio dell'Area C (sulla quale però al momento ci sono solo voci): "Sala metta giù le mani dalle tasche dei milanesi", ha detto il deputato Fabrizio Cecchetti, commissario della Lega di Milano e vicecapogruppo vicario della Lega alla Camera: "I milanesi non sono un bancomat. La Lega è al loro fianco per dire ‘No' a questa folle deriva". Al presidio hanno annunciato la loro presenza l'assessore regionale lombardo alla Casa Stefano Bolognini, i consiglieri regionali Gianmarco Senna e Massimiliano Bastoni, i parlamentari Igor Iezzi, Maria Cristina Cantù e Alessandro Morelli (che è anche capogruppo della Lega a Palazzo Marino), i consiglieri comunali Laura Molteni e Gabriele Abbiati, i presidenti dei municipi 2 e 4 Samuele Piscina e Paolo Bassi e gli europarlamentari Silvia Sardone e Alessandro Panza".

Gelmini (Forza Italia): Le tariffe aumentano, ma i servizi rimangono gli stessi

Non parteciperanno al presidio, ma alle critiche all'aumento del ticket si uniscono anche gli esponenti di Forza Italia: "Da oggi su tutti i mezzi pubblici di Milano biglietto Atm a 2 euro. L’ennesimo aumento voluto dall’amministrazione Sala e che abbiamo cercato di contrastare in ogni modo, dentro e fuori dall’Aula consiliare", ha scritto in un post su Facebook Mariastella Gelmini, presidente del gruppo Forza Italia alla Camera. "Nessuno mette in dubbio la vivibilità di Milano, ma il futuro della città appartiene anche a chi è più svantaggiato. Le tariffe sono aumentate ma i servizi rimangono gli stessi, così come restano l’emergenza sicurezza sui mezzi e il problema delle frenate improvvise della metropolitana. E non si fa abbastanza per contrastare chi viaggia senza pagare il biglietto. Una scelta sbagliata e ingiusta per i milanesi, ma evidentemente necessaria per la sinistra al governo della città che punta a riempire le casse comunali penalizzando lavoratori, studenti e anziani. Questione di priorità…".

I Cinque stelle: Milanese, paga, lavora e taci

Alle proteste contro il nuovo sistema tariffario (che prevede non solo l'aumento del biglietto singolo, ma anche altre novità e mantiene diverse agevolazioni per determinate categorie, qui i dettagli) si sono uniti anche i Cinque stelle: "Milano è già da tempo la città più tassata d’Italia, (11.271 euro di Irpef in media a contribuente), Milano è già da tempo una delle città più multate d’Italia (più di 120 euro pro capite all’anno), Milano è drammaticamente tra le città più inquinate d’Europa (79 giorni oltre il limite del Pm10 nel 2018, per non parlare dell’NO2) – ha scritto il M5s Milano su Facebook -. Da oggi Milano è anche la città con il biglietto dei mezzi pubblici più caro d’Italia e, parametrato al costo della vita e al servizio offerto, tra i più cari d’Europa". "La magica coppia Pisapia-Sala ha simpaticamente raddoppiato la tariffa, per disincentivare chi cerca di utilizzare l’autobus nonostante le situazioni di palese e diffusa illegalità". Il Movimento 5 stelle ha poi citato anche la lettera aperta inviata oggi dal sindaco Beppe Sala a tutti i milanesi, definendola piena di frasi fatte e sintetizzandola con la parafrasi di un modo di dire tipico: "Milanese, saluti e baci, paga, lavora e taci". Una risposta più puntale alla lettera di Sala è arrivata dalla consigliera 5 stelle Patrizia Bedori, a sua volta autrice di un'altra missiva: "Gentile Sindaco – esordisce ironicamente Bedori – Innanzi tutto la ringrazio per la lettera, è bellissimo vedere come riesce attraverso le parole a far digerire ai milanesi le peggior decisioni che la sua amministrazione sta attuando". Nella lettera la consigliera grillina contesta la "visione" della città del sindaco Sala, e in particolare sottolinea un punto che sicuramente alimenterà le polemiche politiche nel futuro, cioè l'ipotesi di affidare il trasporto pubblico locale a un'associazione di imprese costituitasi sotto il nome di "Milano next": "Ci auguriamo che con questi aumenti il trasporto pubblico locale rimanga saldamente in mano al Comune di Milano e che non venga ‘regalato' all'associazione di imprese da poco costituitasi sotto il nome di ‘Milano next'".