Dopo il recente aumento del biglietto dei mezzi pubblici a Milano, figlio del nuovo sistema tariffario integrato (lo Stibm, sistema tariffario integrato del bacino di mobilità) entrato in vigore il 15 luglio, la discussione sul futuro del trasporto pubblico locale nella "grande Milano" si sposta su quello che potrebbe essere il prossimo step: e cioè l'affidamento del servizio a un'associazione temporanea di imprese, denominata "Milano Next". Non si tratta solo di indiscrezioni, ma di un'ipotesi concreta il cui dossier è al vaglio del Comune di Milano e dell'Agenzia del trasporto pubblico locale del bacino della Città metropolitana di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia. Milano Next raggrupperebbe al suo interno Atm e A2a Smart City Spa (entrambe controllate dal Comune di Milano), Busitalia (controllata dal Gruppo Ferrovie dello Stato), Hitachi Rail Sts, Commscon Italia e IgpDecaux (società leader nelle affissioni pubblicitarie in metro e sui mezzi pubblici). A ottobre 2020, quando scadrà il contratto di servizio (già prorogato una volta) che affida ad Atm il servizio di trasporto pubblico locale a Milano, il raggruppamento di imprese potrebbe partecipare alla gara per gestire il servizio, a quanto pare per i prossimi 15 anni. Si tratterebbe di un passaggio di consegne importante, dal momento che riguarda un servizio fondamentale per tutti i cittadini. Eppure, sull'argomento, al momento non sembra esserci molta chiarezza da parte di Palazzo Marino.

L'intervista a Basilio Rizzo (Milano in Comune)

In tanti, dall'opposizione ad alcuni sindacati, si stanno invece già mobilitando contro un'operazione che, a loro dire, equivarrebbe a una privatizzazione del servizio, con un potenziale scadimento del livello di servizio offerto. Lo scorso 11 luglio il sindacato Cub Trasporti aveva indetto uno sciopero per protestare contro la possibile privatizzazione di Atm: oggi, giovedì 18 luglio, in piazza Scala il gruppo consiliare Milano in Comune ha invece organizzato un presidio davanti a Palazzo Marino, sempre per manifestare il proprio dissenso per l'operazione alle porte. Fanpage.it ha intervistato telefonicamente il capogruppo di Milano in Comune – sinistra e Costituzione Basilio Rizzo, decano del Consiglio comunale milanese.

Consigliere Rizzo, sull'operazione Milano next al momento sembra esserci poca trasparenza da parte del Comune. 

Trasparenza non ce n'è. Ho chiesto la documentazione ma mi è stata differita a quando sarà conclusa l'istruttoria, e quindi non ho avuto ancora modo di conoscere nel dettaglio la proposta.

Quali sono le implicazioni del progetto Milano next nella gara per l'affidamento del servizio di trasporto locale? 

Secondo una normativa del Codice dei contratti, può esserci una proposta da parte di privati che viene presentata a chi, come ente pubblico, ne deve valutare la corrispondenza con l'interesse pubblico. Se tale interesse del progetto viene riconosciuto, si apre un'asta nella quale però il proponente ha il diritto di prelazione. Questa Milano next potrebbe dunque ottenere l'affidamento anche semplicemente pareggiando qualunque altra offerta dovesse essere presentata.

Quali sono gli altri aspetti poco chiari della vicenda?

L'altro aspetto grave è che tra i soggetti proponenti (di Milano next, ndr) ci sono Atm e A2a, oltre ad altri soci privati. Atm e A2a sono controllate dal Comune: come posso credere che Atm prima di fare questo progetto non si sia consultata con il Comune? È evidente che ove il Comune fosse stato messo al corrente si profilerebbe una sorta di corto circuito: chi dovrebbe dare il via libera al progetto è il padrone di chi ha fatto la proposta. Quindi la tesi che il Comune sostiene e che continueranno a sostenere è che è stato costituito un organismo non politico dell'amministrazione comunale con il compito di esaminare il progetto.

Il servizio di trasporto pubblico rischia dunque di essere privatizzato?

Di fatto quella che si attuerebbe con Milano next è una privatizzazione nella sostanza, anche se ci sono in mezzo aziende come Atm o A2a. Io dico questo: se è una gara va fatta seriamente come gara, altrimenti non c'è bisogno di fare una gara, si dia il servizio in affidamento "in house" ad Atm. Io sono per questa soluzione.

Qualcuno però sostiene che l'affidamento diretto non sia possibile.

Io sostengo che non sia così. Non c'è nessuna normativa europea che impedisce l'affidamento diretto. Le faccio un esempio: il trasporto pubblico a Parigi è gestito da Ratp (Régie autonome des transports parisiens) in affidamento diretto. L'obiezione che viene fatta usualmente è che se si fa l'affidamento diretto Atm perderebbe la possibilità di gestire i servizi all'infuori di Milano, come ad esempio a Copenhagen. Però anche qui faccio un esempio: Ratp ha l'affidamento diretto a Parigi e in Italia ha vinto una gara in Toscana.

Cosa comporterebbe il project financing alla base dell'operazione Milano next?

Il project financing comporta che i privati mettano dei soldi che poi recuperano sugli utili, perché gestirebbero e incasserebbero loro le risorse. Oggi i soldi dei biglietti li recepisce il Comune di Milano: domani, col project financing, li intascherebbe la struttura che ha vinto la gara. E inoltre è un progetto a rischio zero: perché magari, come successo con la Metro 4 e Metro 5, al raggruppamento di imprese si garantirà un tasso di utile per gli investimenti fatti, che credo sia abbastanza elevato.

Il recente aumento delle tariffe è legato all'operazione Milano next?

Le due cose sono venute una a fianco all'altra: e proprio perché le entrate andrebbero direttamente a Milano next, l'aumento delle tariffe diventerebbe un regalo gratuito. Io ho detto usando una metafora: gli stiamo apparecchiando il tavolo. Perché io faccio l'aumento sapendo che se poi metto a gara il servizio i soldi li prenderanno quelli che lo gestiranno. Quindi l'aumento delle tariffe va a loro vantaggio. In altri termini: sto rendendo appetibile l'operazione per chi si vuole presentare, perché gli garantisco più entrate. È per quello che sono curioso di vedere su quali conti Milano next ha fatto il loro progetto finanziario. Ma finché non mi faranno vedere le carte non lo posso sapere.

Quali sono i termini entro i quali dovrà essere esaminato il progetto?   

Deve essere esaminato entro 90 giorni. È stato presentato al Comune il 7 di maggio, anche se la data di ricevimento comunicata da Palazzo Marino è il 24 maggio. Si parla comunque di fine agosto: massimo 28 agosto, poi vedremo.