Il post di denuncia (dal profilo di Raffaele Ariano su Facebook)
in foto: Il post di denuncia (dal profilo di Raffaele Ariano su Facebook)

Non si placa la code di polemiche per l'annuncio razzista declamato martedì da una capotreno di un convoglio regionale Milano-Cremona-Mantova: "I passeggeri sono pregati di non dare monete ai molestatori. Scendete perché avete rotto. E nemmeno agli zingari: scendete alla prossima fermata, perché avete rotto i c….". A finire nella bufera non è stata solo – come sarebbe stato normale in un Paese civile – l'autrice del messaggio, che comunque si è scusata e ha ammesso che "certe cose non si dicono". Ma anche chi per primo ha denunciato l'episodio, un ricercatore in Filosofia, Raffaele Ariano. Il ragazzo, poco più che trentenne, da quando la notizia ha assunto una valenza nazionale non smette di ricevere sulla propria pagina Facebook insulti, anche pesanti, e minacce. Ne ha parlato con diverse testate (e ne avevamo già scritto qui, guardando il suo profilo), anche con Fanpage.it, alle cui telecamere ha pronunciato un atto d'accusa contro il governo in carica: "Io ritengo che da un punto di vista morale, civile e politico, la Lega Nord, il MoVimento 5 stelle e Matteo Salvini siano responsabili tanto del messaggio della controllora quanto delle minacce e degli insulti che io sto personalmente ricevendo – ha detto Raffaele Ariano intervistato da Sacha Biazzo – Io sono un privato cittadino, Matteo Salvini è il ministro dell'Interno del mio Paese. Dovrebbe farsi carico del fatto che un privato cittadino sta venendo minacciato da migliaia di persone che sono suoi sostenitori".

In effetti il leader del Carroccio, fin da quando è esploso il caso, ha mostrato di stare inequivocabilmente dalla parte della capotreno. Senza mai porsi il problema della gravità delle parole pronunciate, e senza nemmeno porsi il problema dell'opportunità di esporre ad attacchi spropositati, quasi un linciaggio mediatico, l'autore della denuncia. Salvini, soffermandosi fin da subito sulla possibilità che la dipendente di Trenord possa essere licenziata, un'ipotesi mai auspicata dall'autore della denuncia, ha aizzato i suoi fan contro il ricercatore. Ne è un lampante esempio il post che a tutt'oggi campeggia, in cima, sulla pagina Facebook "Lega – Salvini premier": "++ A CAUSA SUA LA CAPOTRENO ESASPERATA DAI CONTINUI BORSEGGI DEI ROM RISCHIA IL POSTO ++ – si legge con tanto di maiuscole sopra al ritaglio di un'intervista di Ariano al quotidiano "Il Giorno" – Tu stai con la capotreno o con il denunciatore, Raffaele Ariano?". Una domanda capziosa arricchita da un link diretto al post di Ariano, che in questa maniera sulla propria pagina si è visto arrivare ogni tipo di insulto (per il dettaglio basta vedere l'intervista): "Io credo che discriminare gli esseri umani sulla base dell'etnia in questa maniera sia ingiusto – ha dovuto spiegare il ricercatore, come se si trattasse di un principio difficile da capire – Era un dovere civico quello di dire ciò che avevo visto. Ora che mi insultano e mi minacciano sono ancora più convinto di aver fatto bene".

Nel frattempo la capotreno che ha pronunciato l'annuncio incriminato si è scusata per il suo gesto, fornendone una giustificazione specifica, al di là di quella generica "esasperazione" tirata in ballo in un primo momento da alcuni suoi colleghi: "In quel preciso momento, davanti a me c’era un rom che si rifiutava di scendere. Io non mi sono davvero accorta che il microfono fosse acceso. So bene che non si dicono certe cose e mi scuso", avrebbe detto la donna secondo quanto riporta il "Corriere della sera". La dipendente, individuata da Trenord dopo una rapida inchiesta interna, quasi sicuramente riceverà un provvedimento disciplinare: sembra però scongiurata l'ipotesi che possa essere licenziata, contro la quale peraltro il ministro Salvini ha già detto che, eventualmente, si opporrà. Senza preoccuparsi minimamente di ciò che sta accadendo a Raffaele Ariano.