Il post di denuncia (dal profilo di Raffaele Ariano su Facebook)
in foto: Il post di denuncia (dal profilo di Raffaele Ariano su Facebook)

All'indomani della denuncia dell‘annuncio offensivo contro gli zingari su un treno regionale Milano-Cremona, l'opinione pubblica continua a essere divisa sul caso. Da una parte ci sono quelli che, come il ricercatore universitario che per primo ha segnalato l'episodio, continuano a condannarlo senza sconti, ascrivendolo al clima di intolleranza che si respira nel Paese. Raffaele Ariano, questo il nome del ricercatore dell'università San Raffaele, in un'intervista al quotidiano "Il Giorno" ha affermato che se potesse tornare indietro denuncerebbe di nuovo l'episodio, nonostante gli insulti e le minacce che gli sono piovuti addosso, contro i quali è pronto a sporgere denuncia: "Ho un profilo pubblico – ha detto il ragazzo a proposito della sua pagina Facebook, dove sotto al suo post di denuncia sono apparsi moltissimi commenti negativi di hater e utenti comuni – lo lascio così, il post resterà visibile a testimonianza del clima che si è creato nel nostro Paese. Intanto prendo nota. A questo punto diventa più determinante questa massa di insulti e minacce rispetto al gesto della capotreno, che è un singolo. È indice dell’umanità a cui siamo giunti".

Matteo Salvini: La capotreno non va licenziata

Sul fronte opposto sono tanti quelli che assolvono la dipendente Trenord che ha fatto l'annuncio – la capotreno che era in servizio sul convoglio Milano-Cremona delle 12.20 di martedì 7 agosto. Tra questi anche il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che fin da subito si era schierato dalla sua parte e oggi lo ha ribadito su Twitter: "‘La capotreno non va licenziata, gli italiani sono esasperati'. Lo dice il prof di sinistra, e io sono d'accordo con lui", ha scritto il vicepresidente del Consiglio rilanciando un'intervista del Quotidiano nazionale al sociologo Luca Ricolfi, nella quale il professore criticava la capotreno per la forma inappropriata del suo annuncio, ma la giustificava sul piano formale: "Se si arriva all'esasperazione per certe situazioni, quello che ha detto nell'annuncio è sensato".

La difesa dell'autrice dell'annuncio

Di esasperazione parlano anche alcuni colleghi della dipendente Trenord e alcuni passeggeri dei convogli regionali, uniti nel difendere la donna che al microfono del treno aveva detto: "I passeggeri sono pregati di non dare monete ai molestatori. Scendete perché avete rotto. E nemmeno agli zingari: scendete alla prossima fermata, perché avete rotto i c….". La diretta interessata, che rischia il licenziamento, non si è ancora pronunciata in prima persona: probabile che attenda l'esito dell'incontro con l'azienda, che fin da subito aveva definito "grave e inqualificabile" il gesto, avviando un'indagine interna. Il quotidiano "Il Messaggero" ha comunque riportato il pensiero della donna, espresso da alcuni suoi colleghi: "Ero sotto pressione, è stato il gesto estremo di una situazione al limite. C'è esasperazione per la presenza di gruppi di rom sul treno, quell'annuncio l'ho fatto per difendere i miei passeggeri". Chissà se basterà per evitare il licenziamento: oggi la decisione dell'azienda.