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"Tante volte mi sono chiesto se, tornando indietro, assumerei le stesse decisioni, tante volte ho pensato a quei giorni passati ininterrottamente nella trincea del mio ufficio". A porsi questi quesiti è il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, in una riflessione su Facebook a poche ore dalla Messa da Requiem di Gaetano Donizetti che sarà eseguita davanti al Cimitero monumentale di Bergamo per ricordare le vittime di Covid nella Bergamasca: seimila, di cui 670 nel capoluogo. Un evento simbolico a cui parteciperà, oltre al Capo dello Stato Sergio Mattarella e ai sindaci di tutta la Bergamasca, lo stesso Fontana: "Sarà un momento di riflessione, un momento in cui il dolore di tutti dovrà spingerci ad un abbraccio per essere più forti e per riuscire ad affrontare, insieme, un domani ancora difficile". La presenza del governatore non ha mancato di suscitare più che qualche polemica tra coloro, non solo le opposizioni "politiche" ma anche i comitati delle vittime che chiedono giustizia per i loro cari morti per il Covid-19, che imputano alla Regione errori nella gestione della pandemia.

Fontana: Non ho perso il senso della ragione, unico assassino è il virus

Errori che però Fontana ha ammesso forse un'unica volta negli scorsi mesi, ma di cui in questa circostanza non fa menzione, tornando alla sicurezza sull'operato del suo operato mostrata in passato: "Tante volte mi sono chiesto se, tornando indietro, assumerei le stesse decisioni, tante volte ho pensato a quei giorni passati ininterrottamente nella trincea del mio ufficio – ha scritto Fontana -. Giornate in cui tra il giorno e la notte non c'era alcuna differenza, senza mai tornare a casa, dormendo sul divano, studiando dati, gestendo allarmi, maledicendo ogni avversità che provocava alla mia gente dolore, morte e sofferenza. Le previsioni universitarie – ha aggiunto Fontana – stimavano nella sola Lombardia oltre 80.000 morti per il coronavirus, un dato che quando mi fu comunicato a stento riusci a trattenere le lacrime, sono grato a tutti coloro che hanno lottato insieme a me, a tutti coloro che hanno evitato il peggio. Questi ultimi mesi sono stati densi di dolore, a causa del Covid-19 ho perso amici, ho perso il sorriso, ma non ho perso il senso della ragione. L'unico assassino è questo maledetto virus, non si troverà pace fomentando sterili vendette, non si supereranno le difficoltà di oggi senza guardare insieme al domani".

Il tempo è galantuomo, non supereremo il dolore con l'odio

Il riferimento esplicito del governatore leghista è ad alcune scritte – "Fontana assassino" – comparse negli scorsi giorni a Milano e al "clima d'odio" da lui denunciato in un esposto alla procura di Milano, che indaga sulle minacce ricevute dal governatore, nel frattempo finito sotto scorta. L'ultimo passaggio della sua riflessione è ancora più esplicito: "Come ho detto più volte il tempo è galantuomo, è tutto scritto in documenti e atti ufficiali, oggi non supereremo il dolore con l'odio, abbiamo bisogno di pace e lo dobbiamo prima di tutto verso chi non c'è più".