L’arrivo di Niccolò Bettarini in tribunale (LaPresse)
in foto: L’arrivo di Niccolò Bettarini in tribunale (LaPresse)

Un milione di euro. È quanto Alessandra Calabrò, avvocato di parte civile di Niccolò Bettarini, ha chiesto a titolo di risarcimento danni per il suo assistito. Al tribunale di Milano è in corso una nuova udienza del processo per l'accoltellamento del ventenne figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini, aggressione avvenuta all'alba dell'1 luglio 2018 fuori dalla discoteca Old Fashion di Milano. Potrebbe essere l'udienza decisiva: il giudice Guido Salvini sta ascoltando gli avvocati dei quattro ragazzi imputati per tentato omicidio e al termine potrebbe ritirarsi in camera di consiglio e pronunciare la sentenza.

L'accusa ha chiesto dieci anni di condanna per gli imputati

L'udienza è a porte chiuse: gli imputati hanno optato per il rito abbreviato che consente lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna. La richiesta del pubblico ministero Elio Ramondini per i quattro aggressori di Bettarini, già formulata nelle scorse udienze, tiene già conto di questo sconto: dieci anni di condanna per ciascuno degli imputati.

La difesa punta sulla derubricazione da tentato omicidio a lesioni

In tribunale a Milano questa mattina è arrivato Bettarini, accompagnato naturalmente dal suo avvocato: il giovane è sempre stato presente alle altre udienze e durante l'ultima era anche stato ascoltato dal giudice Salvini assieme a due suoi amici presenti al momento dell'aggressione. Stando a quanto trapela dalle aule di Palazzo di giustizia, il legale di parte civile, che aveva auspicato "pene esemplari" per gli imputati, oltre al risarcimento avrebbe chiesto una provvisionale (cioè pagamento immediato) di 500mila euro. Per quanto riguarda le arringhe difensive, invece, i legali degli imputati puntano sul fatto che i loro assistiti non avessero la volontà di uccidere e chiedono per questo la derubricazione dell'imputazione da tentato omicidio a lesioni o rissa con le attenuanti generiche, l'attenuante della provocazione e il minimo della pena: stando a quanto riferito dagli imputati nelle precedenti udienze, difatti, sarebbe stato Bettarini a colpirli per primo con un pugno.