Dubbi e misteri continuano ad avvolgere la morte di Bruna Calegari, l'impiegata comunale del municipio di Zandobbio, provincia di Bergamo, trovata senza vita all'interno dell'ufficio tecnico nella giornata di giovedì 31 ottobre. Restano ancora da accertare le cause del decesso: l'autopsia, disposta per martedì 5 novembre all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, potrà fornire delle risposte a riguardo. Per il momento la procura ha aperto un fascicolo d'indagine per omicidio, ma l'ipotesi più accreditata resta quella di un incidente sul luogo di lavoro. Intanto nella giornata di oggi, lunedì 4 novembre, ha riaperto al pubblico il Comune di Zandobbio, anche se restano i sigilli nell'ufficio in cui è stato trovato il corpo senza vita di Bruna.

L'ipotesi: un malore e la caduta sulle forbici

I carabinieri di Trescore stanno indagando sul caso per cercare di fare chiarezza sull'accaduto. Sabato 2 novembre i militari sono tornati sul luogo del decesso per svolgere ulteriori rilievi dopo gli interrogatori ai familiari della vittima, eseguiti nel corso della giornata precedente. Da quanto ricostruito fino a questo momento si pensa che Bruna possa aver accusato un malore improvviso mentre si trovava su una scaletta per prendere dei faldoni sugli scaffali. Sembrerebbe che l'impiegata avesse in mano un paio di forbici, con le quali si sarebbe accidentalmente colpita mortalmente per poi cadere riportando anche un violento trauma cranico. Anche dal suo telefono cellulare non sono emerse stranezze che possano far pensare a un qualche tipo di movente contro di lei. Bruna Calegari è ricordata da tutti come un'impiegata modello, con un'esperienza lavorativa ultra ventennale negli uffici del comune bergamasco.