Wanda Nara (Facebook)
in foto: Wanda Nara (Facebook)

Nessuna prova certa. Non è chiaro chi diffuse i dati personali del calciatore argentino Maxi Lopez, l'ex marito di Wanda Nara con un lungo passato nella Serie A e attualmente in forza al Vasco da Gama, in Brasile. Ed è per questo che il giudice di Milano Paola Bulgarelli lo scorso ottobre assolse l'ex moglie del calciatore dall'accusa di aver divulgato i dati personali dell'ex marito. Un'assoluzione con formula piena, "per non aver commesso" il fatto, per la quale adesso il magistrato milanese, come riporta il "Corriere della sera", ha pubblicato le motivazioni. Per condannare Wanda Nara, secondo quanto aveva detto la Cassazione in un procedimento analogo, sarebbe stato "fondamentale e imprescindibile" identificare in maniera chiara l'indirizzo Ip del dispositivo da cui, nel giugno 2015, vennero divulgati dati come il numero di telefono, l'indirizzo mail e la password della mail di Maxi Lopez.

Il pubblico ministero aveva chiesto quattro mesi di reclusione per Wanda Nara

Questo però non è stato possibile accertarlo durante le indagini, al termine delle quali l'attuale moglie (e agente) del calciatore e capitano dell'Inter Mauro Icardi era stata rinviata a giudizio. Lo scorso ottobre il pubblico ministero Galileo Proietto aveva chiesto quattro mesi di carcere per la 32enne showgirl argentina, ma pochi giorni dopo era arrivata l'assoluzione con formula piena da parte del giudice Bulgarelli. Che adesso spiega come non sia stata sufficiente la prova prodotta dall'accusa nel corso del processo, e cioè la fotocopia di un post pubblicato sull'account Twitter di Wanda Nara.