La vittima, Samsul Haque Swapan (Facebook)
in foto: La vittima, Samsul Haque Swapan (Facebook)

Fu una notte di violenze e follia. Lo scorso 26 aprile tra Cinisello Balsamo e Milano due uomini di 29 e 31 anni lasciarono dietro di sé una lunga scia di sangue: una lunga serie di aggressioni a scopo di rapina che culminò nell'omicidio di un ragazzo di 22 anni, il bengalese Samsul Haque Swapan. Adesso per i due responsabili, Abdenachemi Amass e Saad Otmani, entrambi cittadini marocchini, è arrivata la condanna all'ergastolo: lo ha deciso il giudice per l'udienza preliminare Alessandra Del Corvo al termine del processo che si è svolto con rito abbreviato.

La notte di violenza ad aprile scorso: rapine, aggressioni e l'omicidio

La lunga scia di violenze era iniziata a Cinisello Balsamo, nell'hinterland di Milano. Qui i due marocchini avevano prima aggredito con una bottiglia un cittadino peruviano per derubarlo e poi avevano accoltellato un uomo senza fissa dimora, anche in questo caso per derubarlo dei pochi soldi che aveva con sé. Successivamente i due avevano raggiunto in autobus il capoluogo lombardo: qui, nei pressi della stazione Centrale di Milano, avevano prima aggredito due ragazze, un'inglese e un'americana, ferendo all'addome la prima. Poi, in via Settembrini (sempre nei pressi della stazione), avevano incrociato il 22enne Samsul. Il ragazzo aveva appena finito di lavorare al Caffè Dante, dove era stato regolarmente assunto nel 2015 come cameriere, e stava tornando a casa. Era al cellulare per parlare con la moglie, residente in Bangladesh. Forse ha visto qualcosa che non doveva vedere: sicuramente ha avuto la sola colpa di essere al posto sbagliato nel momento sbagliato. I due balordi lo avevano inseguito e poi accoltellato al torace, rapinandolo del telefonino. Alle 10 del mattino, dopo aver seminato il terrore, i due erano stati arrestati al McDonald's della stazione Centrale di Milano, rintracciati grazie al segnale di uno dei telefonini delle loro vittime.