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Uccide l’amico e lo seppellisce dopo una lite per la droga: condannato Lamberto Lombrici

La sera del 28 luglio 2017 Lamberto Lombrici uccise l’amico e socio in affari Guido Bettoni dopo una lite per la droga che entrambi spacciavano. Poi nascose il corpo nel bagagliaio della sua auto e lo seppellì nelle campagne del Bresciano. Adesso è arrivata la condanna per l’uomo.
A cura di Francesco Loiacono
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Guido Bettoni e il suo killer Lamberto Lombrici (Facebook).
Guido Bettoni e, a destra, il suo killer, Lamberto Lombrici (Facebook)

Tredici anni e dieci mesi di reclusione. Questa la pena che Lamberto Lombrici dovrà scontare per l'omicidio di Guido Bettoni, suo amico e socio in affari. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari di Brescia, che oggi ha pronunciato la sentenza relativa al grave fatto di cronaca, avvenuto la sera del 28 luglio dello scorso anno a Brescia. Lombrici, 42 anni, uccise il 37enne Bettoni nella sua casa in via Benacense colpendolo con 15 coltellate al culmine di una violenta lite. Il movente del delitto è stato individuato in una questione di soldi: Lombrici e Bettoni erano soci in affari legati allo spaccio di droga, nello specifico cocaina, ma qualcosa quella sera non era andato per il verso giusto e Guido aveva accusato Lamberto di essersi trattenuto la sostanza stupefacente per spacciarla in proprio. Dopo il delitto, il 42enne aveva nascosto il cadavere dell'amico nel bagagliaio della sua auto per 24 ore. Il giorno successivo si era recato nelle campagne della Bassa bresciana, tra Castenedolo e Ghedi, dove aveva sepolto il corpo del 37enne.

Il killer aveva confessato dopo pochi giorni

Dopo pochi giorni, nella notte tra l'1 e il 2 agosto, Lombrici era crollato e aveva confessato il delitto, conducendo gli inquirenti nel luogo in cui aveva seppellito l'amico. Il killer aveva anche chiesto perdono alla madre dell'amico con una lettera che è finita agli atti del processo. Il 42enne reo confesso era finito a giudizio con rito abbreviato con le accuse di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e occultamento di cadavere. Il pubblico ministero aveva chiesto per l'uomo una condanna a 17 anni e sei mesi, ma il giudice ha invece escluso l'aggravante dei futili motivi, condannando Lombrici a una pena inferiore rispetto alla richiesta dell'accusa.

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