in foto: Pietro Giordani (Facebook)

Giorni di ricerche e di ansia per i famigliari, finiti purtroppo con una tragica notizia: il 33enne Pietro Giordani è stato trovato morto sul fondo del Lago di Garda. È suo il cadavere recuperato nello specchio d'acqua di fronte al comune di Tignale, a 51 metri di profondità. In acqua c'era anche la Panda rossa del ragazzo, di cui non si avevano più notizie dallo scorso 23 dicembre. Pietro non si era allontanato volontariamente, né avrebbe compiuto un gesto estremo: molto probabilmente è invece rimasto vittima di un incidente stradale a seguito del quale la sua auto è precipitata per centinaia di metri nel lago, non lasciandogli scampo. Per conoscere le cause esatte della morte bisognerà comunque attendere gli esiti dell'autopsia disposta sulla salma, nel frattempo ufficialmente riconosciuta dal padre Sperandio e dal fratello Ludovico, lo stesso che lo aveva cercato senza sosta, organizzando diverse giornate di ricerche collettive per scoprire cosa gli fosse accaduto.

Resti dell'auto di Pietro erano stati ritrovati a Capodanno.

Nefasto presagio del destino toccato a Pietro era arrivato a Capodanno, quando era stato trovato il paraurti della sua utilitaria. Un ritrovamento che aveva fatto pensare subito all'eventualità di un incidente stradale. Pietro sarebbe uscito di strada nella zona della falesia di Tignale, che si trova a oltre 200 metri di altezza sul lago. Il 33enne abitava da diverso tempo a Gargnano, sulla sponda bresciana del Lago di Garda. Proprio una telecamera installata di fronte a un hotel del paese aveva ripreso per l'ultima volta la sua auto il 23 dicembre scorso: poi il terribile schianto che ha messo fine alla vita del ragazzo.