Luca Guarracino (a sx) e Christian Antoniello, i due amici escursionisti (Facebook)
in foto: Luca Guarracino (a sx) e Christian Antoniello, i due amici escursionisti (Facebook)

Sono stati ritrovati, vivi, i due escursionisti varesini che erano dispersi da sabato mattina nella Val Grande. Il 37enne Luca Guarracino e l'amico Christian Antoniello, 32 anni, sono stati trovati dai soccorritori dopo tre notti passate all'addiaccio. Non sono note le loro condizioni, anche se la notizia del loro ritrovamento è stata accolta con sollievo dai parenti dei due amici residenti a Gallarate e Vergiate, in provincia di Varese. Determinante per le ricerche sarebbe stato, secondo quanto riporta il "Corriere della sera", la testimonianza di un escursionista che aveva incontrato i due amici sabato mattina, prima che dei due si perdessero le tracce. Luca e Christian avevano riferito all'uomo di voler raggiungere da Cicogna, paese in cui avevano parcheggiato l'auto poi ritrovata, l'alpeggio di Pogallo, a circa un'ora di cammino. Nelle scorse ore, dopo aver letto la notizia della scomparsa dei due e aver visto la loro foto sui giornali, l'escursionista ha contattato i soccorritori che da domenica mattina erano impegnati nelle ricerche, riferendo questa informazione sulla loro meta. E la sua testimonianza avrebbe orientato i soccorritori sulla zona in cui concentrare le operazioni.

La Val Grande è una delle aree più selvagge delle Alpi

Nella mattinata di oggi finalmente è arrivata la notizia tanto attesa dai famigliari di Luca e Chris: i due sono stati trovati, vivi. Gli amici escursionisti avrebbero pagato la loro inesperienza: avevano deciso di avventurarsi nella Val Grande, nel territorio del Verbano-Cusio-Ossola, sottovalutando forse quelal che è considerata una delle aree più selvagge dell'arco alpino. Una zona in cui non c'è copertura telefonica ed è estremamente difficile comunicare: Luca e Christian si sarebbero incamminati senza lasciare indicazioni sulla loro meta, come usano fare gli escursionisti più esperti del luogo: per fortuna hanno fatto quell'incontro con un altro appassionato di montagna che potrebbe aver salvato loro la vita.