Saranno semplificate le procedure per la richiesta di rimborso per i pendolari di Trenord che usano solo il treno nelle province di Milano e Monza. Lo ha annunciato la società dopo un incontro in Regione Lombardia con i rappresentati dei viaggiatori e delle associazioni dei consumatori. Il problema dei pendolari "beffati" dalle nuove tariffe si è presentato quando il sistema Stibm (Sistema Tariffario Integrato del Bacino di Mobilità Milano e Monza Brianza) ha sostituito definitivamente il precedente. Se infatti c'è un risparmio per chi usa anche i mezzi Atm (tram, bus e metropolitana) , i viaggiatori che continuano a servirsi solo della ferrovia rischiavano di trovarsi di fronte a rincari consistenti, fino al 20 per cento in più. Aumento scongiurato poi con l'introduzione di rimborsi e compensazioni. Ma i comitati di pendolari avevano protestato per la procedura giudicata troppo complessa.

Rimborsi ai pendolari che usano solo il treno, procedura semplificata

"La compilazione sarà semplice e tutta on line sul sito Trenord. Inoltre, per predisporre la documentazione, sono attivi i punti di assistenza al cliente situati presso le stazioni di Milano Cadorna e Milano Porta Garibaldi", spiega l'azienda in una nota. "Chi chiederà il rimborso dovrà caricare sul sito trenord.it, non più certificati come previsto inizialmente, bensì autodichiarazioni che esplicitino la residenza, il luogo abituale di svolgimento della propria attività (lavoro, studio o altro) e la formale richiesta di accesso al contributo con l’impegno a non utilizzare l’abbonamento Stibm su sistemi di trasporto diversi da quello di Trenord. Il cliente aggiungerà inoltre il proprio Iban per l’accredito dell’eventuale rimborso e l’immagine di carta d’identità e tessera sanitaria/codice fiscale". La richiesta di rimborso potrà essere compilata on line a partire dal 16 ottobre.

Piuri: Mobilità del futuro basata su integrazione, inutile procrastinare

In merito al nuovo sistema tariffario, rispondendo alle domande delle rappresentanze dei clienti e dei consumatori, l’amministratore delegato di Trenord Marco Piuri ha ribadito che "procrastinare Stibm avrebbe solo spostato il problema di qualche anno, non evitando aumenti progressivi che la Regione avrebbe dovuto applicare per colmare il gap tra ferro e gomma che già costa – a parità di chilometri – il 30 per cento in più".  "Mantenere un doppio sistema sarebbe stato contro il principio stesso dell’integrazione cui l’ente regolatore ha deciso di aderire e avrebbe significato applicare periodicamente un rincaro di tutte le tariffe su tutto il territorio regionale e non solo sul territorio sul quale si sta realizzando la prima parte dell’integrazione", ha aggiunto il numero uno dell'azienda. "La mobilità di oggi e del futuro è e sarà fondata sulla connessione e sull'integrazione. Non aderendo a Stibm il sistema ferroviario avrebbe creato un danno enorme a decine di migliaia di persone che già oggi godono dei benefici dell’integrazione".