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Tre anni e 6 mesi di carcere per il “killer dei gatti”: torturava e uccideva i cuccioli

Tre anni e sei mesi di carcere oltre a due anni di libertà vigilata. È la pena comminata dal tribunale di Bergamo al 43enne di Trescore Balneario (Bergamo), soprannominato il “killer dei gatti” perché accusato di aver torturato e ucciso numerosi cuccioli.
A cura di Francesco Loiacono
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Gattini salvati dall’Enpa, che al processo si è costituito parte civile (Immagine di repertorio)
Gattini salvati dall’Enpa, che al processo si è costituito parte civile (Immagine di repertorio)

Il "killer dei gatti" è stato condannato in primo grado a tre anni e sei mesi di carcere. Lo ha deciso il giudice del tribunale di Bergamo, che ha comminato al 43enne M.F. di Trescore Balneario (Bergamo) una pena più severa di quella chiesta dal pubblico ministero. Il 43enne, già condannato a due anni per stalking in un filone processuale parallelo a quello odierno, dopo la pena dovrà scontare altri due anni di libertà vigilata.

L'Enpa: "Sentenza storica"

A comunicare la notizia è stato l'Ente nazionale per la protezione animali (Enpa), che era parte civile al processo assieme all'Ugda (Ufficio garante diritti animali) e a un ente che raggruppa volontari che si occupano della tutela degli animali. L'avvocato dell'Enpa, Claudia Ricci, ha sottolineato la portata della sentenza: "Nel corso del procedimento abbiamo messo in risalto con la dovuta evidenza, anche grazie alla documentazione prodotta insieme all’associazione Link Italia, l’estrema pericolosità sociale dell’imputato. Attendiamo che siano rese note le motivazioni per sapere se il giudice ha accolto la nostra tesi. Certo è, comunque, che si tratta di una delle condanne più severe mai inflitte nel nostro Paese per il reato di maltrattamento e uccisione di animali".

Il pm aveva chiesto un anno e quattro mesi

Nel corso della requisitoria il pm aveva chiesto per il 43enne un anno e quattro mesi di reclusione. Secondo l'accusa, il 41enne operava su internet: rispondeva agli annunci che offrivano cuccioli in regalo, poi però anziché accudirli li maltrattava e li uccideva, molto spesso riprendendo le torture con il telefonino. Numerosi gli episodi a lui contestati sulla base delle diverse testimonianze. Tra queste anche quella di una donna la cui denuncia ha portato poi al processo e alla condanna per stalking del 43enne. L'avvocato difensore del "killer dei gatti", Isabella Colombo, aveva chiesto l'assoluzione per il suo assistito sulla base di una perizia che ne avrebbe accertato la parziale capacità di volere. Il giudice ha però deciso diversamente: "Da Bergamo oggi viene lanciato un segnale importantissimo – ha affermato la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi – e sono convinta che questa sentenza ha tutte le carte in regola per fare giurisprudenza. Dall’entità della pena inflitta al ‘killer dei gatti' mi sembra vi sia finalmente una piena valutazione della reale portata e gravità dei delitti da lui commessi. Mi auguro che si inneschi un ‘effetto domino' che coinvolga tutti gli altri procedimenti giudiziari che abbiano ad oggetto reati in danno agli animali, a partire dal caso del cane Angelo". L'Enpa ha già reso noto che si costituirà parte civile anche qualora il 43enne dovesse ricorrere in appello.

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