Chetra Sponsiello
in foto: Chetra Sponsiello

Filippo Di Benedetto, 35 anni e con precedenti, è finito in carcere con le accuse di omicidio stradale e omissione di soccorso. Secondo gli inquirenti non ci sono dubbi: era lui l'uomo alla guida della Opel Corsa che la sera del 17 maggio travolse e uccise Chetra Sponsiello, nuotatore agonista 22enne di origini cambogiane e residente a Civate, nel Lecchese. Teatro dell'incidente la strada statale 36 all'altezza di Monza. La sera del 17 maggio si era verificato un tamponamento tra due auto. Il 22enne Sponsiello era sceso dalla vettura assieme agli occupanti dell'altra auto per constatare i danni, ma il gruppetto era stato travolto dall'Opel Corsa, che si era poi allontanata Chetra Sponsiello era morto poco dopo il suo arrivo al pronto soccorso: altri due giovani erano invece stati soccorsi in codice giallo.

Il 35enne era stato subito indagato per omicidio stradale, ma era rimasto a piede libero: aveva negato di trovarsi al volante dell'auto al momento dell'incidente. Le analisi avevano rivelato che al momento dello schianto l'uomo era ubriaco, mentre da accertamenti era emerso che il 35enne non aveva mai conseguito la patente. A incastrare l'uomo sono stati il racconto di un testimone, che aveva riferito di averlo visto alla guida dell'auto prima della fuga, e gli abiti che indossava al momento del sinistro: vestiti, sempre descritti dal teste, che la polizia ha trovato nell'abitazione dell'indagato. A chiedere la custodia cautelare in carcere per l'indagato è stato il pubblico ministero Franca Macchia: il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari Pierangela Renda, motivato dal pericolo che il 35enne potesse reiterare il reato.

Chi era la vittima

Chetra Sponsiello viveva da molti anni con la famiglia adottiva a Civate, in provincia di Lecco. In passato era stato un nuotatore professionista e aveva militato nell'associazione sportiva dilettantistica "Delfini 88", sotto la guida di Andrea Oriana, ex olimpionico. Il ragazzo, dopo aver conseguito il diploma all’Istituto superiore Bertacchi di Lecco, aveva poi deciso di abbandonare il mondo dell'agonismo e di iniziare a lavorare nella ditta dello zio.