Venti persone arrestate (di cui otto ai domiciliari), diecimila tonnellate di rifiuti smaltite illecitamente, per un profitto, anche questo illecito, di circa due milioni di euro. Sono i numeri di una imponente operazione dei carabinieri del Noe di Milano scattata alle prime luci di questa mattina in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Campania. I militari dell'Arma del Nucleo operativo ecologico di Milano, guidati dal maggiore Camillo Di Bernardo, insieme a quelli del Noe e dei comandi provinciali territorialmente competenti, hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare a carico di 20 persone (12 in carcere e otto ai domiciliari) e un decreto di sequestro preventivo emessi dal giudice per le indagini preliminari Giusi Barbara del tribunale di Milano, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo lombardo (con il procuratore aggiunto Alessandra Dolci e il sostituto procuratore Donata Patricia Costa), nei confronti di una organizzazione criminale dedita a traffico illecito di rifiuti, realizzazione di discariche abusive e intestazione fittizia di beni. Sei le aziende complessivamente sequestrate, due operanti nel campo del trattamento dei rifiuti e quattro nei trasporti, con sedi nelle province di Pavia, Belluno, Verona, Bergamo, Caserta e Monza Brianza. In totale, considerando anche il sequestro di diversi automezzi utilizzati nelle attività criminali, i beni che la Dda ha "congelato" ammontano a circa tre milioni di euro. Ventiquattro sono invece in totale le persone indagate.

Duecento i carabinieri impiegati

Il blitz ha visto impegnati sul campo oltre 200 carabinieri, come detto, in diverse regioni d'Italia. Stando a quanto è emerso dalle operazioni di questa mattina, l'organizzazione criminale ha smaltito illegalmente circa diecimila tonnellate di rifiuti provenienti, su diversi canali, dalla Campania e da vari impianti del Nord Italia. Il blitz odierno dei carabinieri si inserisce nell'operazione che a febbraio aveva portato a 15 arresti per il rogo della Ipb Italia srl di via Chiasserini, a Milano. L'operazione sarebbe andata a colpire persone che facevano parte di quel sistema criminale che trattava e stoccava illecitamente grandi quantità di rifiuti che avrebbero dovuto essere smaltiti in discariche autorizzate o termovalorizzatori e invece finivano accatastati in capannoni, senza alcuna autorizzazione, e spesso venivano dati alle fiamme.

A capo del gruppo criminale che si occupava di trasportare, trattare e smaltire in modo illecito rifiuti speciali (soprattutto rifiuti indifferenziati urbani provenienti prevalentemente dalla Campania e da altre Regioni del Nord Italia), c'era un'azienda già finita nell'inchiesta sul rogo alla Ipb Italia srl, la Winsystem di Cornaredo, nel Milanese. I rifiuti venivano stoccati e abbandonati in discariche abusive che sono state individuate a Pontevico, Cornaredo e Gessate (Milano), Meleti (Lodi), Tabellano (Mantova), Torbole Casaglia (Brescia) e Verona: tutte sono state sequestrate.