Si chiamava Daniele Belardinelli il tifoso interista morto dopo essere stato investito ieri prima di Inter-Napoli. L'uomo era originario di Varese e aveva 35 anni: stando a quanto emerso era già sottoposto a Daspo. Il 35enne è stato investito da un suv nella zona di via Novara, nei pressi dello stadio Meazza di San Siro, durante gli scontri che erano avvenuti circa un'ora e mezza prima della partita di ieri sera tra Inter e Napoli. Non è chiaro chi fosse alla guida del suv: il conducente non è ancora stato identificato ma probabilmente non si tratta dei tifosi napoletani che erano stati oggetto di un agguato da parte di un centinaio di ultras dell'Inter ma anche del Varese e del Nizza.

 

Belardinelli era già stato sottoposto a Daspo

Daniele Belardinelli, chiamato "Dede", era residente a Buguggiate, nel Varesotto. Oltre ad essere un volto noto nell'ambiente degli ultras di Varese era anche vicino ad ambienti dell'estrema destra: era a capo del gruppo Ultras della curva nord del Varese Blood&Honour, la frangia più estrema del tifo biancorosso, il cui nome si rifà a un'organizzazione neonazista, da sempre gemellata con la tifoseria dell'Inter. Il 35enne aveva diversi precedenti per reati da stadio, come spiegato dalla questura di Varese, ed era stato oggetto di diversi provvedimenti Daspo: l'ultimo, nell'ottobre 2012 dopo alcuni violenti scontri durante un'amichevole tra Como e Inter, durato fino al 2017. Il precedente risale al 2007 quando era stato fermato per gli scontri a margine di Varese-Lumezzane.

Lo zio: Era un ragazzo solare, amava il calcio

Uno zio della vittima ne ha fatto un ritratto diverso: quello di un ragazzo solare che amava il calcio, anche se i due erano divisi dal tifo: uno per la Juve e l'altro per l'Inter. Belardinelli lavorava nel campo dell'edilizia: era difatti socio di una ditta di pavimentisti e piastrellisti che aveva sede in Svizzera, nel Canton Ticino. Oltre al calcio era amante anche delle arti marziali. Belardinelli gareggiava con successo per la società "Fight academy" di Morazzone.

Tre arresti: Curva Inter chiusa fino a marzo

Mentre si attendono ulteriori chiarimenti sulla dinamica dell'investimento, sono intanto state arrestate due persone per i violenti scontri che avrebbero portato alla tragedia: si tratta di tre tifosi dell'Inter. Il questore di Milano Marcello Cardona ha spiegato che potrebbero esserci anche altri arresti. Nelle indagini gli inquirenti si sono avvalsi dei filmati reperiti grazie ai telefoni cellulari e alle telecamere di videosorveglianza: eseguite anche dieci perquisizioni a vari tifosi di Inter e Varese. Agli scontri, una sorta di agguato programmato ai tifosi napoletani che stavano raggiungendo lo stadio di San Siro, hanno partecipato oltre agli ultras nerazzurri anche tifosi del Varese e del Nizza.

Il questore: azione squadristica ignobile

Il questore, che ha definito l'attacco ai tifosi napoletani come "un'azione squadristica ignobile", ha annunciato il pugno duro: in accordo con il prefetto di Milano Gabrielli e col procuratore della Repubblica è stato chiesto il divieto delle trasferte per i tifosi dell'Inter fino a fine stagione e la chiusura della curva nerazzurra fino a fine marzo. Dopo quelli che Cardona ha definito "gravissimi incidenti" si preannunciano inoltre provvedimenti durissimi: al vaglio nove Daspo.