Matteo Salvini e Paolo Orrigoni in una foto pubblicata durante la campagna elettorale per le comunali di Varese nel 2016
in foto: Matteo Salvini e Paolo Orrigoni in una foto pubblicata durante la campagna elettorale per le comunali di Varese nel 2016

È tornato in libertà Paolo Orrigoni, ex candidato sindaco di Varese e patron dei supermercati Tigros. Era ai domiciliari dallo scorso 14 novembre ed è indagato per corruzione in un filone dell'inchiesta ‘Mensa dei poveri' della direzione distrettuale antimafia milanese, che ha coinvolto negli ultimi mesi oltre cento tra imprenditori, amministratori e politici lombardi tra cui anche l'ex eurodeputata Lara Comi.

Si è dimesso dagli incarichi: revocati gli arresti domiciliari

La revoca degli arresti domiciliari è state decisa dal giudice per le indagini preliminari Raffaella Mascarino, tenendo conto che Orrigoni dopo l'arresto si è dimesso da tutte le cariche, sia nel consiglio comunale varesino che nell'azienda di famiglia. Per questo il giudice ha accolto l'istanza dei legali Federico Consulich e Francesco D'Alessandro, che assistono l'imprenditore, a cui è applicata un'interdittiva che gli vieta di portare avanti imprese commerciali per 6 mesi. "La sua priorità in questo momento è difendersi da accuse che reputa profondamente ingiuste. Per questo, ha deciso di lasciare ogni incarico", aveva dichiarato il legale di Orrigoni a margine dell'interrogatorio di garanzia, lo scorso 19 novembre.

Il successo della catena di supermercati e la sconfitta alle comunali di Varese

Orrigoni è stato fino a pochi giorni fa l'amministratore delegato della catena di supermercati Tigros, con oltre cinquanta punti vendita tra Lombardia e Piemonte. Nel 2016 è stato candidato sindaco del centrodestra a Varese, sconfitto dall'attuale sindaco Galimberti. L'imprenditore vicino alla Lega è indagato da mesi perché, secondo quanto affermato da un testimone, avrebbe pagato 50mila euro come anticipo di una presunta tangente ad Alberto Bilardo, coordinatore di Forza Italia a Gallarate e consigliere della partecipata Accam, per ottenere la variante di destinazione d'uso di un terreno su cui aprire un nuovo supermercati. La corruzione starebbe stata mascherata sotto forma di consulenza.