"San Siro è la storia del calcio e quindi considero la sua ristrutturazione la soluzione migliore". Si è affidato a Facebook Giuseppe Sala, sindaco di Milano, per intervenire su una delle questioni politiche (e non solo) più infuocate degli ultimi giorni in città: il possibile abbattimento dello stadio Meazza di San Siro e la contestuale costruzione di un nuovo impianto di proprietà delle due squadre di calcio cittadine, Milan e Inter. Una ipotesi sulla quale i due club avrebbero raggiunto un accordo e che sarebbe dunque ben più di una semplice indiscrezione giornalistica. Le opposizioni in Consiglio comunale sono partite all'attacco del sindaco, ritenuto da qualcuno il vero "regista" di un'operazione dalla quale però lui si è smarcato, per rimanere nel gergo calcistico: "È buffo come la comunicazione nei tempi moderni distorca così spesso la realtà – si è sfogato Sala su Facebook – Sulla questione stadio ho detto più volte (ai due club e agli organi di stampa) che a mio parere San Siro è la storia del calcio e che quindi considero la sua ristrutturazione la soluzione migliore. Se poi Milan e Inter preferiranno proporre un nuovo impianto – ha però aggiunto il sindaco – come Comune di Milano avremo il dovere di sederci intorno a un tavolo e ascoltare le loro ragioni, oltre, ovviamente, far valere le nostre. Non servono molte altre parole per spiegarsi, ciò riassume a pieno la mia posizione e, soprattutto, conferma quello che sto dicendo dal primo giorno del dibattito sullo stadio milanese".

Anche il Cio ha chiesto chiarimenti in vista dei Giochi olimpici invernali 2026

Insomma: Sala sarebbe favorevole alla ristrutturazione di San Siro. Ma non potrebbe opporsi alla volontà da parte delle due squadre, di una delle quali (Inter) tifosissimo, di costruire un nuovo impianto. E, per una questione di costi e tempi (come riassunto in questo articolo), questa seconda opzione sembra decisamente essere quella che nerazzurri e rossoneri sono orientati a scegliere. Sala si è appellato ai due club affinché facciano chiarezza, anche per evitare che possa passare il messaggio "che sia il sindaco a voler abbattere San Siro". Non si tratta di un ultimatum perché "non è un'operazione semplice", ha precisato Sala, sottolineando come i due vincoli per la costruzione del nuovo stadio siano che resti e anzi venga allargata la funzione d'uso attuale e soprattutto che la proprietà resti al Comune di Milano: vincolo quest'ultimo che sta molto stretto ai due club. La possibile demolizione dello stadio di San Siro è giunta alle orecchie anche di membri del Cio, Comitato olimpico internazionale: Milano (assieme a Cortina) è infatti in lizza per ospitare i Giochi olimpici invernali del 2026 e la cerimonia inaugurale dovrebbe svolgersi proprio al Meazza. A margine della presentazione della Arch Week Sala ha detto di aver ricevuto una telefonata dal Cio per avere garanzie in merito. Sala ha tranquillizzato il Cio con una risposta che però non rassicura affatto sul futuro di San Siro: "Anche se ci sarà uno stadio nuovo, la cerimonia di inaugurazione andrà senz'altro nella nuova struttura", ha infatti detto il sindaco.

L'opposizione: San Siro non si tocca

Sulla questione stadio sembra dunque che Sala sia un semplice spettatore, in attesa che Milan e Inter rendano noti i propri progetti. Una posizione, quella del primo cittadino, che ha attirato le critiche di tutta l'opposizione: "Il sindaco Sala non faccia scherzi – ha tuonato Silvia Sardone – San Siro è un monumento di Milano e non può essere abbattuto. Piuttosto si porti avanti un progetto di ammodernamento sia all’interno dello stadio che all’esterno con ristoranti e negozi, in modo da farlo diventare un polo attrattivo per le famiglie non solo i giorni delle partite ma tutto l’anno. Il sindaco, che come al solito non è mai protagonista dei progetti ma semmai li subisce, dovrebbe smetterla di tergiversare sulla questione dello stadio: la ‘Scala del calcio' deve rimanere al suo posto – ha detto in una nota la consigliera comunale e regionale del gruppo misto -. Abbatterlo significherebbe mutilare Milano di un suo simbolo storico, legato ai tantissimi successi delle due squadre della città e ai grandi artisti che hanno richiamato a San Siro migliaia di appassionati di musica da ogni parte del mondo. I milanesi non meriterebbero un schiaffo del genere". Di uguale tenore le dichiarazioni di Gianluca Comazzi, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, che ha definito "surreale" il dibattito in corso: "San Siro non è soltanto uno stadio, ma un tassello importante della nostra storia recente: teatro di eventi sportivi di rilevanza mondiale, concerti e rappresentazioni di ogni tipo che nei decenni hanno contribuito a forgiare la nostra cultura e il nostro immaginario. Per queste ragioni, la sola ipotesi di un suo abbattimento è fuori discussione", ha dichiarato il consigliere che ha chiesto al Comune "una presa di posizione chiara e un atteggiamento pragmatico": "Per prima cosa siano realizzati quanto prima gli studi necessari, in modo da avere in mano dati e cifre attendibili. Il vero punto fermo deve però essere uno solo: la ‘Scala del calcio' non si tocca, per nessun motivo".

Simone Sollazzo (M5s): Siamo al paradosso del superfluo

Dal centrodestra al MoVimento 5 stelle, la posizione non cambia: "Non si tocchino i simboli sportivi che hanno reso grande Milano non solo agli occhi degli italiani ma anche al mondo intero che ancora crede nei valori dello sport e che ha conferito al Meazza il soprannome della ‘Scala del Calcio'", ha affermato in una nota Simone Sollazzo, capogruppo del M5S a Palazzo Marino. Sollazzo solleva anche altre due questioni: da un lato "l'ostinazione di voler costruire edifici nuovi quando c'è già una struttura esistente e di tutto rispetto con le dovute modifiche ed implementazioni in linea con i tempi in materia edilizia e di sicurezza per i pubblici eventi". Dall'altro il dubbio sul fatto che "le società calcistiche possano sobbarcarsi interamente i costi di gestione di uno stadio quando ogni anno devono fare i conti con i propri bilanci per garantire campagne acquisti non più stellari e faraoniche ma quantomeno accettabili. Siamo al paradosso del superfluo!", conclude Sollazzo. Al momento dal dibattito sembrano essere stati esclusi coloro che più di tutti hanno contribuito alla storia del Meazza, vivendolo: i tifosi. Il sindaco Sala ha suggerito a Inter e Milan di coinvolgerli in un sondaggio per capire la loro posizione. Anche se non valido ai fini statistici, alcuni giorni fa i lettori di Milano Fanpage.it si sono già espressi chiaramente sull'argomento: il 75 per cento è contrario all'abbattimento perché considera lo stadio "un simbolo".