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È stato ritrovato nel pomeriggio di ieri, mercoledì 11 luglio, nelle acque dell'Adda, il corpo senza vita di Giulio Paganoni, il 73enne scomparso due settimane fa. L'uomo era stato visto da un passante gettarsi nel fiume dalla passerella pedonale nel comune di Albosaggia, in provincia di Sondrio e da quel giorno, il 25 giugno, sono andate avanti le ricerche da parte del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Sondrio e Milano. Poi ieri la chiamata di un uomo al 112 che racconta di aver notato un cadavere nel fiume Adda nei pressi di San Pietro Berbenno: sul posto si sono precipitati soccorritori e forze dell'ordine. Il corpo, incagliato in una zona che era già stata setacciata dai vigili del fuoco, è stato recuperato poco dopo: Giulio Paganoni era agli arresti domiciliari dallo scorso aprile, da quando lunedì 8, aveva chiamato la polizia confessando l'omicidio della sorella, Andreina, 87enne malata da tempo e che lui accudiva con affetto.

Il 73enne aveva preparato una corda con un cappio e l'aveva attaccata alle inferriate di una finestra, pronto a suicidarsi, poi aveva composto l'112 e a un poliziotto aveva confessato di aver ucciso l'anziana sorella malata affermando di non riuscire più ad occuparsi di lei: è stato solo grazie all'intervento del poliziotto che l'uomo è stato fermato dai suoi intenti suicidi. Poi gli arresti domiciliari a casa di familiari ad Albosaggia e la fuga dopo due mesi: lo scorso giugno è uscito di casa e si è diretto verso il ponte ciclo-pedonale: da lì si è lanciato nell'Adda. Poi il ritrovamento avvenuto ieri dopo due settimane.