Ultimo borsino in vista del ballottaggio del 19 giugno a Milano prima del silenzio elettorale. L'ambita freccia in su della nostra rubrica la guadagna Beppe Sala, candidato del centrosinistra. Stabile Stefano Parisi, suo avversario per la poltrona di sindaco di Milano per il centrodestra. Vediamo perché.

Stefano Parisi

Il manager di Chili Tv ha chiuso ieri la sua campagna elettorale con una festa anni Ottanta al Fabrique, locale milanese. Sul palco è salito solo lui (intervistato da Mara Venier): tutti gli altri sostenitori, anche politici, hanno preso semplicemente parte alla serata. Parisi, in conclusione di questa lunga campagna elettorale, è stanco ma ottimista in vista dell'esito finale. La grande rimonta nei confronti di Sala, candidato accreditato sicuramente di un più ampio margine fino a qualche mese fa, è già un buon risultato, che però naturalmente non basta. Stefano Parisi ha confidato di aver avvertito attorno a sé un entusiasmo molto maggiore in questi ultimi giorni rispetto al primo turno. Eppure, il finale di campagna è stato condotto – per precisa scelta- senza dichiarazioni roboanti o endorsement eclatanti: "Ho preferito tenere la rotta, senza sbandamenti", ha detto in un'intervista a Fanpage.it. Anche nelle polemiche il profilo di Parisi è stato basso: è stato sfiorato in questi ultimi giorni dalla questione dell'apertura ai privati del cablaggio della città di Milano. Un'operazione avviata quando era city manager di Albertini e che si è trovato a trattare successivamente dall'altra parte della barricata: come amministratore delegato di Fastweb. Ma la vicenda è scivolata quasi sotto silenzio, anche perché si è trattato

Beppe Sala

Dopo l'apparentamento coi Radicali, Sala incassa anche il voto di Basilio Rizzo. Era abbastanza scontato, ma è forse molto più importante dei tanti endorsement singoli di vip e personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo. Perché significa, molto probabilmente, che la sinistra-sinistra milanese è pronta a "turarsi il naso" e a votare per il manager dell'Expo pur di non riconsegnare la città al centrodestra. Esattamente quel che ha detto Rizzo. L'ombra di Renzi, che avrebbe potuto spingere qualcuno al voto contro Sala, sembra allontanarsi. Anche perché rumors danno i Cinque stelle sempre più orientati al voto nullo (almeno i vertici del Movimento), più che al voto pro-Parisi. E allora quelle migliaia di voti di Cappato e Rizzo (circa 30mila al primo turno, non pochi), potrebbero sospingere Sala verso una vittoria. Molto più sudata di quello che mister Expo forse aveva ipotizzato. Chissà se, alla fine, andrà così.