Il giorno dopo l'annuncio delle indagini a carico dei due conducenti dei mezzi che nella mattina di sabato 7 dicembre si sono scontrati in viale Bezzi a Milano, emergono ulteriori dettagli circa la posizione dell'autista del filobus, principale indiziato per la responsabilità dell'accaduto. Ieri la procura aveva disposto il controllo del suo cellulare per verificare che non lo stesse utilizzando nell'istante in cui – o quello appena precedente – ha mancato il rosso tirando dritto. Sarà fondamentale incrociare i dati del telefono con l'orario dell'incidente, registrato alle 8.08 e 31 secondi, perché solo così si potrà dimostrare (tramite un messaggio in chat o un cumulo di dati telefonici superiori a quelli di quando non lo si utilizza) se il dramma è avvenuto per una sua distrazione di questa natura.

La rivelazione dell'autista: "Stavo firmando la cedola"

Stando a quanto riporta il Corriere della Sera, però, l'ipotesi cellulare – in attesa dei risultati delle indagini per l'ufficialità – potrebbe essere accantonata, spingendo gli inquirenti a valutare certamente una distrazione ma di natura diversa. Il quotidiano milanese rivela che il tranviere avrebbe detto a qualche suo collega di star "firmando la cedola" e aver "staccato le mani dal volante". La cedola altro non è che una sorta di agenda, di diario, che i conducenti dei mezzi pubblici devono compilare e firmare prima del loro ingresso in turno, ma non è detto che tutti rispettino la direttiva poiché per porre una firma la cui tempistica non è registrata bastano pochi secondi nel periodo in cui il conducente è in servizio. E proprio su quei pochi secondi può essere stata definita la tragica morte di Shirley Ortega Calangi, sbalzata fuori dal filobus dopo lo scontro e morta qualche ora dopo in ospedale.

Cosa rischia il conducente del filobus

L'ipotesi verrà approfondita dagli inquirenti, considerato che l'autista era entrato in servizio circa cinque minuti prima del fattaccio e potrebbe non aver avuto tempo di siglare la cedola. In ogni caso, l'uomo – F.G, siciliano di 28 anni in servizio con Atm dallo scorso maggio con un contratto a tempo – è stato sospeso dal servizio e rischia tantissimo, perché sia l'uso del cellulare che l'eventuale attenzione rivolta alla cedola piuttosto che alla strada, sarebbero un'aggravante importante al fine di stabilire una sua condanna. Intanto l'Avisl, l'associazione vittime incidenti stradali, ha dichiarato che si costituirà parte civile al processo e, tramite il suo presidente, l'avvocato Domenico Musicco, ha invitato ad aggiornare i sistemi di sicurezza dei mezzi pubblici copiando quelli di alcuni Paesi stranieri: l'installazione di telecamere intelligenti che ravvisino una possibile collisione e azionino un sistema di frenata parziale.