Nella giunta di Beppe Sala ci saranno uomini e donne in egual numero e tutti i politici che hanno corso con successo alle elezioni. Cioè in pratica tutti o quasi gli assessori di Pisapia che lo hanno appoggiato. Queste le prime indicazioni del neo-sindaco di Milano nella sua prima conferenza stampa dopo la vittoria al ballottaggio contro Stefano Parisi.

"Mi prendo al massimo sette giorni per formare la nuova giunta. Penso per lunedì ma se riesco anche prima", ha detto Sala ai giornalisti. Il neo sindaco ha pranzato, come promesso, tra i bambini del quartiere Giambellino. Quello dove alcuni antagonisti ed esponenti dei comitati per la casa lo avevano contestato. Il tema delle periferie sarà d'altronde la sua priorità: Sala terrà per sé la delega per occuparsi dell'argomento e far sì che Milano non sia più una città a due velocità. Tornando alla giunta, la preoccupazione di Sala è di creare un "team coeso di donne e uomini che sappiano lavorare insieme". Oltre a Majorino e Maran, quasi certi del posto, ci saranno anche "risorse di alta qualità dall'esterno": i nomi di Linus, Emma Bonino, Umberto Ambrosoli e Gherardo Colombo erano già stati fatti negli scorsi giorni. Chissà che non ne vengano fuori di nuovi. Il vicesindaco sarà una donna: circolano i nomi dell'assessore uscente Cristina Tajani e di Ada Lucia De Cesaris.

"Non so se ho salvato il governo, Renzi è soddisfatto"

Sala è passato brevemente sulla rilevanza nazionale del risultato di Milano: "Non so se ho salvato il governo, mi sembra tanto. Certo è stato importante vincere a Milano. Renzi è soddisfatto". La sua attenzione però è rivolta tutta al capoluogo lombardo: "Non posso che ribadirvi che sono qua per governare Milano e per fare di Milano una città in grado di competere con le grandi città europee e del mondo". Il modello è Londra. Sala dovrà adesso lavorare in team col governatore leghista della Lombardia, Roberto Maroni: tantissime questioni, dal dopo Expo agli ex scali ferroviari, fino alle case popolari, ruotano attorno alla collaborazione tra Comune e Regione.

Per quanto riguarda il suo predecessore, Sala anticipa che Pisapia, più che un incarico formale nella nuova giunta, si occuperà di creare un ponte tra le anime della sinistra e il Pd. Infine l'ormai ex mister Expo – che però si troverà di nuovo a fare i conti con l'Esposizione universale per un curioso cortocircuito – ha elencato le sue altre priorità: "la politica ambientale, traffico e sostenibilità" e "il tema della promozione internazionale, che parta dai grandi successi del 2015".