Beppe Sala in tribunale con i suoi legali (LaPresse)
in foto: Beppe Sala in tribunale con i suoi legali (LaPresse)

Prime reazioni dopo la condanna a sei mesi (poi convertita in 45mila euro di multa) per falso inflitta a Beppe Sala, sindaco di Milano. La segretaria del Pd Milano metropolitana Silvia Roggiani difende l'operato del sindaco ed ex commissario Expo: "Assoluta vicinanza e sostegno al sindaco Sala, uomo onesto e amministratore capace che, prima come Commissario Expo e oggi come primo cittadino, ha lavorato e contribuito alla crescita di Milano – ha scritto in una nota la Roggiani – Sempre nell'esclusivo interesse della città e dei milanesi. Rispettiamo come abbiamo sempre fatto le sentenze della magistratura e siamo convinti che il Sindaco continuerà a fare il suo lavoro al meglio, per Milano e i cittadini". Anche l'avvocato Mirko Mazzali, delegato del sindaco alle periferie, ha commentato la sentenza: "I giudici hanno ritenuto fosse reato, ma dall'entità della pena, convertita in pena pecuniaria e dalla contestazione, mi pare si possa dire che non fosse così grave. Questo quello che al momento si può dire. Per me nulla cambia – ha aggiunto Mazzali – Beppe Sala è un ottimo sindaco e sono contento di dargli una mano a cercare di cambiare la città". Ironico nei confronti della procura generale anche il commento di David Gentili, consigliere comunale di Milano in Comune e presidente della Commissione antimafia a Palazzo Marino: "Sarà soddisfatta la Procura Generale. Giustizia è fatta! Il reato normalmente produce dei danni collettivi o personali. Il gravissimo reato di Beppe Sala per il quale la Procura Generale aveva avocato a sé le indagini non si capisce chi abbia danneggiato? O chi avrebbe potuto danneggiare. Sono molto perplesso. Un falso innocuo senza vittime".

Per cosa è stato condannato Sala

Sala, che a caldo subito dopo la sentenza ha spiegato che continuerà a fare il sindaco per i prossimi due anni di mandato, è stato condannato per una vicenda del maggio 2012: aver retrodatato due verbali con i quali aveva sostituito due commissari "incompatibili" che dovevano assegnare la gara per la Piastra di Expo, l'appalto più importante della manifestazione. I giudici della decima sezione penale del tribunale hanno riconosciuto a Sala le attenuanti generiche e quella di aver agito "per motivi di particolare valore sociale". Anche per questo, ma bisognerà attendere le motivazioni della sentenza per esserne sicuri, la pena è stata inferiore a quella richiesta dai procuratori generali, pari a un anno e un mese.

I Cinque stelle: Sala si dimetta da sindaco

Di segno diverso, com'era prevedibile, le reazioni dalle opposizioni. I Cinque stelle chiedono che il sindaco – per il quale non si applica la legge Severino – si dimetta: "Ora è ufficiale, il sindaco Sala è responsabile della retrodatazione dei due verbali del 2012 con cui sono stati sostituiti due componenti di gara per l’assegnazione del maxi appalto relativo alla Piastra Expo – ha scritto il capogruppo del M5s a Palazzo Marino Simone Sollazzo -. Milano non si merita un sindaco accusato di falso materiale e ideologico né tantomeno un sindaco su cui pende la spada di Damocle di una condanna! Chiediamo a Sala di venire a riferire lunedì in Consiglio comunale e poi di dimettersi dalla carica di sindaco perché una città come Milano ha il diritto di avere un sindaco senza problemi con la giustizia!". Alla richiesta di dimissioni si è accodato anche il consigliere comunale della Lega, Massimiliano Bastoni: "Beppe Sala condannato ma decide ovviamente di restare sindaco. Io chiedo però subito le sue dimissioni perché Milano si merita di meglio!".

Salvini: Non festeggio le condanne altrui

Da notare che il capo politico di Bastoni, il leader leghista Matteo Salvini, ha invece commentato in maniera molto pacata la notizia della condanna di Sala: "Non sono abituato a festeggiare le condanne altrui – ha detto all'agenzia di stampa Ansa il ministro dell'Interno-. Voglio leggermi gli atti. Da milanese sono orgoglioso di come è stato gestito Expo. Se c'è stato un errore verificheremo di che tipo di errore si tratta, però mentre a sinistra di solito festeggiano le sentenze contro tizio e contro caio, io da milanese non festeggio se il mio sindaco viene condannato".