Beppe Sala è stato condannato ma non si dimetterà da sindaco di Milano. Lo ha comunicato lui stesso ai milanesi subito dopo la condanna in primo grado a sei mesi (commutata in una multa da 45mila euro) per falso materiale per la vicenda della Piastra Expo: "Questa sentenza non produrrà effetti sulla mia capacità di essere sindaco di Milano", ha detto Sala (apparso un po' provato e contrariato) ai giornalisti presenti in tribunale a Milano. "Garantisco ai milanesi che continuerò a svolgere il mio lavoro con la dedizione che conoscono per i due anni che mi mancano, guardare avanti in questo momento non me la sento". In effetti, come si ipotizzava già alla vigilia, la condanna non farà scattare la legge Severino (che prevede la sospensione per amministratori pubblici condannati anche in primo grado).

Sala: "Sono una persona resistente, andrò avanti"

"Sono una persona resistente, l'ho dimostrato in tanti momenti delicati della mia vita, attingerò alle mie risorse per andare avanti", ha poi aggiunto il sindaco, alludendo probabilmente anche ai gravi problemi di salute da lui affrontati e superati, oltre che alle vicende processuali dalle quali era già stato assolto, come l'appalto per il Verde dell'Esposizione universale. Anche senza aspettare le motivazioni della sentenza il sindaco, condannato per fatti che risalgono a quando era commissario unico dell'Expo, ha voluto commentare la sentenza emessa dai giudici della decima sezione penale: "Una sentenza del genere dopo sette anni per un vizio di forma allontanerà tanta gente onesta e perbene dall'occuparsi della cosa pubblica. Questi sono i miei sentimenti, oggi qui si è processato il lavoro e io di lavoro ne ho fatto tanto".