Avrebbe fatto delle pressioni per fare assumere in una società controllata dalla Regione Lombardia una sua amica, con la quale avrebbe avuto una relazione affettiva. Per questa accusa l'ex governatore della Lombardia Roberto Maroni rischia un nuovo processo. A scriverlo oggi è il cronista di giudiziaria Sandro De Riccardis sul quotidiano "La Repubblica". La notizia dell'inchiesta su queste presunte pressioni era emersa lo scorso novembre: le indagini si sono chiuse e pochi giorni fa il pubblico ministero Giovanni Polizzi ha chiesto al giudice per l'udienza preliminare Sara Cipolla il rinvio a giudizio per Maroni: le accuse sono induzione indebita e turbata libertà di scelta del contraente. Chiesto il processo anche per Guido Bonomelli, direttore generale di Infrastrutture lombarde spa (Ilspa): per lui, oltre alle stesse accuse formulate nei confronti di Maroni, c'è anche quella di falso ideologico. Stralciata, dalla richiesta di rinvio a giudizio, la posizione della persona che avrebbe beneficiato delle presunte pressioni di Maroni: si tratta di un architetto che avrebbe beneficiato di un contratto da sei mesi (rinnovabile), per 20mila euro, nel team che per conto di Ilspa si occupa della realizzazione della Città della salute di Sesto San Giovanni, il grande progetto che sorgerà al posto delle ex aree Falck.

Lo scorso giugno Maroni è stato condannato per una vicenda analoga

Maroni, secondo l'accusa, abusando del suo ruolo (all'epoca dei fatti era governatore della Lombardia), avrebbe fatto pressioni sul direttore generale di Ilspa per far assumere la sua "amica" architetto all'interno della società pubblica, cosa poi avvenuta. La vicenda è molto simile a quella che, nel giugno dello scorso anno, ha portato alla condanna a un anno di reclusione (con pena sospesa) per l'ex governatore lombardo. Maroni era stato ritenuto colpevole di "turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente", in quanto avrebbe esercitato pressioni per far ottenere un contratto di collaborazione con Eupolis, ente di ricerca della Regione, a una delle sue collaboratrici.