"Mattia ha avuto un recupero eccezionale ed è stato trasferito nel reparto di pneumologia". A dare la buona notizia è il responsabile della terapia intensiva dell'ospedale di Cremona, Antonio Coluccello, che dà un aggiornamento sulle condizioni del 18enne ricoverato qualche giorno fa nel reparto di rianimazione del nosocomio.

Il primario di intensiva: Mattia è come un figlio adottivo

Ai microfoni dell'Ansa, Coluccello spiega che Mattia ha superato molto bene la degenza in terapia intensiva, nonostante fosse il paziente più giovane ricoverato a causa del Covid-19. "Ce la farà senza avere ancora bisogno di noi", garantisce Coluccello, che parla di Mattia come fosse "un figlio adottivo". Molti, però, si chiedono come mai sia uno dei pochi 18enni ad aver patito così tanto il contagio e su questo, Coluccello, spiega che sarà materia di studio per i prossimi mesi o anni. Solitamente, le persone colpite hanno già patologie pregresse, come ipertensione o obesità, ma Mattia no. Il primario del reparto di intensiva di Cremona parla poi del modesto caldo di accessi al pronto soccorso, anche se per precauzione, "è meglio non dirlo". Un episodio positivo riguarda l'estubazione di un medico 44enne dopo un paio di giorni di ventilazione assistita tramite macchinari.

La madre di Mattia: I medici gli hanno dato una seconda vita

Solo ieri, giovedì 2 aprile, la mamma di Mattia aveva ringraziato i medici e i paramedici che hanno curato suo figlio e "gli hanno dato una seconda vita". Ombretta, questo il nome della donna, ha affidato le sue dichiarazioni al dirigente dell'ufficio scolastico di Cremona, il professor Fabio Molinari, poi riportate dall'Ansa. Dopo essere stato estubato, Mattia ha potuto parlare con la madre via telefono, commuovendosi. In quell'occasione, Molinari aveva dichiarato che Mattia aveva "lottato con la morte per riuscire a riprendersi e questo ci ha fatto sentire, come scuola, una comunità più unita e solidale".