Melegnano scende in strada contro il razzismo: sabato 23 febbraio alle ore 16 si terrà un corteo per esprimere solidarietà alla famiglia Pozzi, bersaglio di scritte e minacce razziste. La "colpa" dei coniugi Pozzi secondo chi ha imbrattato in due diverse occasioni il muro della loro abitazione è quella di aver prima accolto e poi adottato un ragazzo senegalese, Bakary Dandio. Nella notte tra il 10 e l'11 febbraio erano apparse sul muro di casa dei Pozzi le scritte: "Italiani pagate per questi negri di m…" e "Italiani uguale merda". Una settimana dopo l'ignoto o gli ignoti razzisti (non si sa se si tratti della stessa persona) hanno alzato il tiro, disegnando sempre sul muro una svastica con la scritta in dialetto "Ammazza al negar", ossia "uccidi il negro".

La solidarietà del Presidente della Camera

Dopo gli episodi la condanna da parte di tutte le istituzioni è stata unanime. Ieri sulla vicenda è intervenuto anche il Presidente della Camera Roberto Fico che su Facebook ha scritto: "Mi preoccupa anche quanto accaduto in queste ore a Melegnano, vicino Milano, con le scritte razziste contro una famiglia che ha adottato un ragazzo senegalese. Voglio dire a Bakary e alla sua famiglia che non sono soli. Occorre condannare con forza ogni gesto e ogni parola che possono minare il perimetro della nostra civiltà, che è fondata su principi di uguaglianza, solidarietà, tolleranza. Valori che tutti noi dobbiamo difendere con forza e determinazione, ogni giorno, a partire – e penso in primis alla politica – dall’impegno a usare il linguaggio con più cura e attenzione, senza mai far venire meno il rispetto per il prossimo".

Il botta e risposta tra la madre del ragazzo e Salvini

La mamma adottiva di Bakary, Angela Bedoni, sempre ieri aveva parlato di un clima "quasi da caccia allo straniero" alimentato anche a suo dire da alcune politiche del ministro dell'Interno Matteo Salvini, come ad esempio il suo Decreto sicurezza. La risposta del titolare del Viminale non si era fatta attendere: "Rispetto il dolore di una mamma, abbraccio suo figlio e condanno ogni forma di razzismo" aveva detto Salvini, che però poi aveva aggiunto: "E la signora rispetti la richiesta di sicurezza e legalità che arriva dagli italiani".

La fiaccolata sabato 23 febbraio

Mentre proseguono le indagini per risalire all'autore o agli autori delle scritte (sulla vicenda il sindaco Rodolfo Bertoli ha invitato i cittadini che dovessero avere delle informazioni a farsi avanti), per sabato è stato organizzato un corteo per manifestare concretamente solidarietà a Bakary e alla sua famiglia. Il giovane, schivo e anche spaventato per le scritte, potrebbe non parteciparvi. Ma in compenso saranno probabilmente migliaia le persone che a partire dalle 16 marceranno da piazza XXV Aprile (il piazzale della stazione), con dei fischietti e altri strumenti per far sentire la propria voce contro il razzismo. Questi gli hashtag della manifestazione: Cittadini del mondo, nessuno è straniero e prima le persone.