Daniele, seduto al centro accanto alla sua mamma: ha trovato il coraggio di denunciare le discriminazioni subite (Foto: Sentinelli di Milano)
in foto: Daniele, seduto al centro accanto alla sua mamma: ha trovato il coraggio di denunciare le discriminazioni subite (Foto: Sentinelli di Milano)

Dopo la denuncia dei Sentinelli di Milano sulla vicenda del ragazzo 17enne discriminato a scuola perché gay è arrivata anche la replica dell'istituto. Affidata a una lettera inviata all'agenzia di stampa Ansa, nella quale la dirigente scolastica dell'Istituto informatico Enrico Mattei di San Donato Milanese, alle porte di Milano, ha raccontato la sua versione. Susanna Musumeci, che dallo scorso 16 maggio è la preside della scuola, non ha negato gli episodi di discriminazione di cui è stato oggetto Daniele (nome di fantasia). Ma ha respinto con forza le accuse di indifferenza, evidenziando invece ciò che l'istituto ha messo in atto subito dopo gli episodi. Innanzitutto, secondo la dirigente scolastica quando il ragazzo manifestò pubblicamente il proprio orientamento sessuale la maggior parte dei suoi compagni gli manifestò solidarietà, vicinanza e affetto. Solo pochi studenti reagirono con cattiveria (e ignoranza, aggiungiamo noi), iniziando ad attaccare il loro compagno di scuola per la sua omosessualità. A dare manforte a questi pochi studenti fu anche uno degli insegnanti dell'istituto, che secondo quanto denunciato dal giovane in più occasioni si pronunciò contro l'orientamento sessuale del ragazzo.

Secondo quanto affermato dalla preside, dopo che sono emersi i comportamenti di alcuni dei compagni di scuola del 17enne l'istituto non è rimasto a guardare: ha accompagnato a livello psicologico la classe e soprattutto ha preso provvedimenti, di natura disciplinare, nei confronti dei ragazzi che hanno insultato e discriminato il loro compagno: "Anche il penultimo giorno di lezione sono state comminate 2 ammonizioni scritte a fronte di commenti discriminatori e questo conferma l'impegno e l'attenzione dell'istituto a monitorare la situazione e sostenere la vittima", ha spiegato la dirigente scolastica. Provvedimenti sarebbero inoltre stati presi anche nei confronti dell'insegnante che, col suo comportamento, ha probabilmente offerto una sponda agli insulti di alcuni studenti. La preside, pur solidarizzando con la sofferenza provata e stigmatizzando "le situazioni subite" dal ragazzo, si è poi rivolta polemicamente alla sua famiglia: "Non comprendo le dichiarazioni di solitudine della famiglia rispetto al problema", ha detto, sottolineando che da quando ha assunto la reggenza della direzione scolastica ad oggi non è mai stata contattata da nessuno.