Alcuni dei profughi accampati nei giardinetti vicino a Porta Venezia, a Milano (foto di Silvia Sardone)
in foto: Alcuni dei profughi accampati nei giardinetti vicino a Porta Venezia, a Milano (foto di Silvia Sardone)

A Milano sembra di essere tornati indietro nel tempo di un paio d'anni. Almeno se si prende come riferimento la zona di Porta Venezia: nei giardinetti che si trovano in viale Vittorio Veneto, di fronte al parco Indro Montanelli sono infatti ricomparsi improvvisati bivacchi, con sacchi a pelo disposti ordinatamente e in alcuni casi anche tende. A occuparli sono profughi in transito: si tratta di persone che, giunte in Italia come tappa intermedia del loro viaggio, non intendono fermarsi nel nostro Paese ma vogliono proseguire verso il Nord Europa. In base alle norme in vigore in Europa, questi profughi evitano di chiedere assistenza in Italia e di rivolgersi alle strutture sul territorio, perché la loro identificazione comporterebbe l'impossibilità di proseguire il loro viaggio.

Il fenomeno era già noto, ma negli ultimi anni i bivacchi erano scomparsi. Negli ultimi giorni sono invece riapparsi, suscitando reazioni diverse a livello politico: "Ecco lo spettacolo desolante degli ultimi giorni tra Porta Venezia e Stazione Centrale a Milano – ha scritto ad esempio la consigliera comunale (e regionale) di Forza Italia Silvia Sardone, pubblicando alcune foto sulla propria pagina Facebook – Bivacchi ovunque di immigrati (persino bambini). Tra picnic etnici e marce pro migranti ecco il risultato: un disastro di degrado figlio delle politiche sull'accoglienza targate Pd". Una lettura diversa del fenomeno viene fatta dall'assessore alle Politiche sociali di Milano, Pierfrancesco Majorino: "Erano almeno due anni che non capitava e invece sta succedendo di nuovo. Nel totale disinteresse del ministro Salvini che pensa ai comizi stanno ricomparendo i ‘transitanti' cioè i profughi che non chiedono asilo perché così cercano di andare in altri Paesi europei – ha scritto sempre su Facebook Majorino – Persone sottoposte più di altre al rischio tratta che non possono essere accolte nel circuito ordinario dell'accoglienza. Il governo non può girarsi dall'altra parte".

Sembra chiaro – anche dalle polemiche degli ultimi giorni – come quello dell'immigrazione sia un tema di competenza del governo. Gestire l'ordine pubblico e la situazione dei profughi accampati in città diventa, però, un problema anche del Comune. E difatti venerdì scorso era stato lo stesso Majorino, prima delle polemiche, a denunciare al prefetto Luciana Lamorgese la ricomparsa del fenomeno dei transitanti. La denuncia ha portato a un primo risultato: ieri infatti la polizia ha effettuato un primo controllo di alcuni dei profughi accampati nei giardini di Porta Venezia. In totale sono stati controllati circa un centinaio di profughi, soprattutto cittadini eritrei – si accampano nella zona perché il quartiere di Porta Venezia nel corso degli anni ha accolto diversi cittadini eritrei, come testimoniato anche dai numerosi ristoranti etnici presenti in zona -, ma anche di altre nazionalità. Una decina di persone, sprovviste di documenti, sono state portate in questura per approfondimenti. Sembra comunque chiaro come i controlli, da soli, non potranno risolvere il problema.