Il presidente del Milan, Paolo Scaroni (a sinistra) e il sindaco di Milano Giuseppe Sala.
in foto: Il presidente del Milan, Paolo Scaroni (a sinistra) e il sindaco di Milano Giuseppe Sala.

"Cerco di essere chiaro come non lo sono mai stato. Se le squadre vogliono fare lo stadio, facciamolo domani mattina. Ma se vogliono fare hotel, uffici e centri commerciali se ne discute e non accetto nessuna pressione". Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha risposto con fermezza alle parole del presidente del Milan Paolo Scaroni, che si era lamentato per lo "scarso entusiasmo" da parte del Comune sul progetto per il nuovo stadio di San Siro, chiedendo di procedere in tempi rapidi per essere "pronti per partire" tra un anno. Una replica ferma, quella del primo cittadino, che alza i toni del dibattito tra amministrazione e club milanesi in vista della delibera che la giunta meneghina sta preparando (il via libera è atteso per venerdì).

Beppe Sala risponde a Scaroni: Non accetto pressioni

"Visto che sono anche su terreni nostri il progetto deve essere compatibile con le necessità della città e del quartiere – ha ribadito Sala, lasciando intendere di non voler sottostare a imposizioni da parte di rossoneri e nerazzurri – non continuiamo a ingannare la gente parlando di stadio, il tema qui è fare altro. Inutile fare pressioni o mettere fretta, perché ci sono regole precise da rispettare. Da quando sono sindaco non abbiamo autorizzato altri spazi commerciali perché cerchiamo un equilibrio diverso sugli spazi commerciali anche per tutelare i piccoli negozi".

Le parole del presidente del Milan

Il numero uno del Milan aveva parlato dei tempi per il nuovo stadio che le squadre vogliono realizzare. "È giusto che il Comune voglia far seguire bene i processi del progetto del nuovo stadio, non sono stupito. Mi sarei solo aspettato più entusiasmo",  ha detto Scaroni. "Avere lo stadio più bello del mondo dovrebbe piacere a tutti. Mi sarei aspettato maggiore entusiasmo ma forse arriverà – ha proseguito il presidente rossonero -. Tra un anno a che punto saremo? Parleremo di un progetto approvato, una progettazione esecutiva realizzata e quindi saremo pronti per partite".

Rinviata la mozione per candidare il Meazza a patrimonio Unesco

Sono le prime schermaglie in vista della trattativa vera e propria, dopo che il consiglio comunale ha dato il via libera all'interesse pubblico del progetto mettendo però molti ‘paletti'. È stata intanto rinviata alla prima seduta utile del Consiglio regionale la mozione della Lega che chiede la candidatura di San Siro a patrimonio Unesco. Il testo presentato dal consigliere del Carroccio Massimiliano Bastoni ricalca quello bocciato una settimana fa a Palazzo Marino durante la seduta di Consiglio comunale.