Aggressione a Niccolò Bettarini, figlio di Simona Ventura
26 Luglio 2018
11:12

Niccolò Bettarini mostra le ferite dell’aggressione: “Possiamo scegliere in che modo vivere”

Niccolò Bettarini, aggredito e accoltellato all’uscita di un noto locale milanese, ha mostrato per la prima volta la profonda ferita che nasconde la fasciatura che ha sul braccio sinistro. Mentre è in vacanza a Viareggio con il padre Stefano, il 19enne figlio di Simona Ventura, ha pubblicato una fotografia delle sue cicatrici.
A cura di Enrico Tata
Le fotografie postate su Instagram da Niccolò Bettarini
Le fotografie postate su Instagram da Niccolò Bettarini
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Aggressione a Niccolò Bettarini, figlio di Simona Ventura

Su Instagram Niccolò Bettarini mostra le sue ferite. Aggredito e accoltellato otto volte all'uscita di un noto locale milanese, il figlio dell'ex calciatore Stefano e della conduttrice Simona Ventura ha mostrato per la prima volta la grossa cicatrice sul braccio sinistro che continua a tenere fasciato. Il 19enne in questi giorni è  a Viareggio, al mare con la famiglia e con gli amici. Sembra aver recuperato bene dall'aggressione subita, anche se le cicatrici, sia fisiche che mentali, resteranno forse per molto tempo. In una story pubblicata oggi sul suo profilo Instagram Bettarini scrive: "In fin dei conti dobbiamo tutti morire, non possiamo scegliere in che modo, ma possiamo scegliere in che modo andare incontro alla fine, per poter essere ricordati da uomini…". La fotografia della cicatrice sul braccio è seguita da uno scatto che ritrae un leone.

La ricostruzione dell'aggressione

In un'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport Bettarini ha raccontato la sua versione dei fatti in merito all'aggressione:

"Al momento di uscire, era quasi mattina, ho notato con la coda dell’occhio le solite baruffe, routine tipiche della movida milanese all’uscita dei locali. Era ora di rientrare a casa ma dall’altra parte della strada la mia amica Zoe ha iniziato a chiamarmi urlandomi che stavano picchiando il nostro amico Andrea. Tre ragazzi lo accerchiavano e così mi sono buttato su di loro per difenderlo. Da lì è iniziato il finimondo. Sono arrivati altri ragazzi, mi hanno aggredito. Ho sentito che mi avevano riconosciuto e “volevano ammazzarmi” perché sapevano chi fossi. Erano dieci. Ho tentato di difendermi e parare i loro colpi. Mi ricordo di essere caduto a terra e Zoe si è buttata sopra di me per proteggermi da quella furia di violenza. Non si sono fermati, l’hanno riempita di calci. Volevano la mia vita, era chiarissimo. Sono tutte persone che hanno un passato di crimini e risse. Mentirei se ora dicessi che quel gesto avventato che poteva costarmi la vita me lo potevo anche evitare. Lo rifarei ancora e ancora. Darei la vita per i miei amici".

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