È ancora sotto choc la comunità di Villongo, il piccolo comune in provincia di Bergamo in cui abitava Veronica Cadei, 19enne stroncata da una meningite fulminante. La ragazza, studentessa universitaria alla Cattolica di Brescia, lavorava anche saltuariamente come cameriera in un bar di Sarnico, il bar Mikò. Ieri, quando si è diffusa la notizia del decesso della ragazza, il titolare del locale aveva pubblicato uno struggente messaggio per ricordarla: "La vita ci ha preso il fiore più bello". Ma all'indomani della tragedia il titolare del bar è tornato sulla drammatica vicenda con un doveroso messaggio rivolto a tutti i clienti: "Con la presente comunicazione, chiediamo che chiunque è stato a contatto con Veronica da lunedì 25.11.2019 a domenica 01.12.2019, si rivolga all’Ussl di Trescore Balneario o chiami il numero 035 385455 per la profilassi di routine. Certi della vostra comprensione e non riuscendo a contattare tutti i nostri clienti, vi chiediamo inoltre di passare parola in modo da non escludere nessuno".

Già sottoposte a profilassi oltre 90 persone

I compagni di università di Veronica, che frequentava il primo anno di Scienze matematiche fisiche e naturali, erano già stati sottoposti a profilassi antibiotica così come i famigliari della ragazza. Si tratta di una procedura standard a livello precauzionale che viene attivata per scongiurare casi di contagio, comunque molto difficili: "Non c'è nessun allarme – aveva assicurato l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera – la meningite non viene trasmessa per semplice contatto diretto o tramite la presenza nella stessa stanza". Era stato proprio nella sede bresciana della Cattolica che Veronica si era sentita male nel pomeriggio di lunedì 2 dicembre: un amico l'aveva accompagnata al pronto soccorso degli Spedali civili di Brescia, dove le sue condizioni erano improvvisamente peggiorate fino al decesso.