Chetra Sponsiello 
in foto: Chetra Sponsiello 

La procura di Monza ha presentato la richiesta di otto anni di reclusione nei confronti del 35ennne che la sera del 17 maggio ha investito e ucciso Chetra Sponsiello a Monza, lungo la strada statale 36. L'uomo, che è imputato per omicidio stradale aggravato, lesioni plurime, guida senza patente e in stato di ebbrezza alcolica, fuga e omissione di soccorso, ha scelto di farsi processore con la formula del rito abbreviato, presentandosi davanti al giudice del tribunale di Monza Silvia Pansini nel corso dell'udienza di ieri, giovedì 13 febbraio. L'imputato era stato rintracciato dalla polizia stradale dopo essere fuggito dal luogo dell'incidente e gli era stato rilevato nel sangue un tasso alcolico compreso fra 0.8 e 1,5 grammi per litro. In aula erano presenti anche i genitori adottivi di Chetra Sponsiello, che però non si sono costituiti parti civili. Il giudice Pansini non ha accettato invece la richiesta di costituirsi parte civile da parte di un'associazione per le vittime della strada.

La dinamica dell'incidente

Il drammatico incidente in cui ha perso la vita Chetra Sponsiello la sera del 17 maggio si è verificato attorno alle 23 all'altezza dello svincolo Monza Centro lungo la strada statale Valassina. Il 22enne rimasto ucciso, considerato un nuotatore provetto, era sceso dall'auto insieme al ragazzo che era con lui, in seguito a un tamponamento da cui i passeggeri a bordo erano usciti illesi. Mentre stavano constatando i danni alle auto si è consumata la tragedia: una terza vettura era sopraggiunta e aveva travolto gli automobilisti fermi in strada. Le condizioni di Chetra erano apparse subito molto gravi: era stato trasportato d'urgenza al San Raffaele di Milano, dove morì attorno all'1.50 di notte.