A Milano torna in azione la vernice fucsia. Questa volta "l'attacco" del collettivo femminista Non una di meno è arrivato nella zona di Porta Venezia, lungo il percorso su cui sabato 18 maggio si snoderà il corto della Lega per raggiungere piazza Duomo, dove si terrà il comizio di Matteo Salvini con Marine Le Pen e i leader dei partiti sovranisti europei. Una kermesse che ha già provocato la massiccia mobilitazione di associazioni e cittadini milanesi che vogliono protestare contro le politiche del ministro dell'Interno. Dalla sfida degli striscioni alla "caccia al tesoro" dei 49 milioni con gli hashtag #SalviniTogliAncheQuesti e #dovesonoi49, fino al contro evento "Gran Gala del Futuro".

Il collettivo: attacco a razzisti e misogini

"L'8 marzo era toccato alla statua di Indro Montanelli, questa notte ad altri razzisti e misogini", ha annunciato su Facebook il collettivo Non una di meno pubblicando le foto del "Pink Attack".  "Porta Venezia è un quartiere dove abitano e lavorano moltissime persone provenienti dall'Eritrea e dall'Etiopia: ci vuole memoria, per costruire un futuro di diritti per tutte e tutti.  Quante donne vengono stuprate e sfruttate nei lager libici? Quante nel tentativo di raggiungere l'Europa? Quante nei campi di pomodori dai caporali? Quante sulle strade lümbard? Il decreto sicurezza di Salvini è solo la ciliegina sulla torta di una retorica di odio, che colpisce le persone immigrate, ma anche le persone Lgbtqia+ e chiunque esprima dissenso". Il percorso scelto dal corteo dei sovranisti "è lo stesso che storicamente fu compiuto a Milano in occasione della Liberazione del 25 Aprile. Una sfilata per quelle vie, mentre insegnanti vengono punite e sospese per la libertà di espressione dei loro studenti e striscioni sarcastici vengono strappati da abitazioni private. Si tratta di una provocazione che ci ricorda che è sempre tempo per essere partigiane, è sempre tempo per essere partigiani", è il messaggio del gruppo.