"I bianchi ci vogliono tutti morti, è un genocidio programmato. Tutti con gli occhi chiusi. Io non so come fate a dormire la sera, tutti quanti". Ousseynou Sy, l'attentatore che ha dirottato un bus con 51 persone a San Donato Milanese per poi dargli fuoco, parla ai pm con il tono del profeta scelto dall’alto per un compito cruciale. "Io, quello che ho fatto, l’ho fatto per salvare vite, vite umane, per dare un taglio a questo massacro, questo genocidio. L'ho fatto per quello. Se può servire a dare uno stop a questo massacro. Ecco. Non possiamo chiudere gli occhi e guardare il massacro. In 27 anni che sono qua ho viste centinaia di migliaia di morti. Non si contano neanche più. I pescatori pescano solo cadaveri di bambini maciullati dai pesci cani, e voi tutti: Ma chi se ne frega, son negri, possono morire ammazzati, vengono qua a romperci i coglioni, basta. Ma avete visto le barche piene di esseri umani? O per voi non sono esseri umani? Che cosa sono animali? No, negri, sono africani. Ma chi se ne frega, che muoiano tutti. Più ne muoiono meglio è. Nessuno muove un dito. Poi fanno le leggi. Chi salva una barca viene accusato".

Nelle 24 pagine di ordinanza con cui il gip di Milano Tommaso Perna conferma la necessità di trattenerlo in carcere, c’è tutto il mondo di ideologia, squilibrio e insofferenza dell’autista 46enne nato in Senegal (ma con cittadinanza italiana) che mercoledì ha dirottato un autobus con 51 studenti della scuola media Vailati di Crema e che ha poi appiccato il fuoco con i ragazzi ancora a bordo quando è stato bloccato dai carabinieri sulla strada provinciale Paullese, a San Donato Milanese.

Secondo il giudice non ha problemi psichici come ha tentato di mostrare durante l’incontro parlando delle "voci dei bambini morti" che lo avrebbero spinto a sequestrare gli studenti puntando l’autobus verso Linate: "Volevo chiedere un aereo e andarmene in Africa. Senza i bambini, da solo".

Ai pm Alberto Nobili e Luca Poniz confessa di aver organizzato il piano dopo aver sentito pochi giorni fa la notizia dei 49 migranti a bordo della nave Mar Jonio sbarcata a Lampedusa.

"Da quando ho visto l’ultimo naufragio, che tutti quanti stanno lì a crepare e tutti stanno zitti, tutti fanno finta di niente, come sempre, come al solito, che muoiono centinaia, migliaia. Ho detto, cavolo, qua ci risiamo. Ho fatto qualche telefonata alle persone: ‘Guardate che mi farò sentire'".

Sy fa riferimento al video che ha girato in casa e ha inviato ad alcuni contatti attraverso il suo canale YouTube aperto col nome di “Paul Sy”, ora oscurato dagli investigatori. Precisa che non si trattava di un annuncio di cosa avrebbe fatto nei giorni successivi, tantomeno della promessa di un martirio, bensì del suo manifesto contro le politiche migratorie europee.

"Mi lamentavo, basta. Perché io, se volevo fare del male alle persone, voi lo sapete benissimo. Nessuno mi impediva. Stamattina ho caricato 150 persone, 150 ragazzi. Lo sto facendo da 25 anni. Se volevo fare del male alle persone, nessuno me lo può impedire. Cavoli se volevo il martirio mi sarei buttato dal Po”.

Spiega che il suo obiettivo era "dimostrare al mondo di fare una cosa clamorosa", ripete che non avrebbe fatto male alle persone e quando il magistrato gli manifesta la sua perplessità sul punto e gli chiede a cosa servisse la benzina, risponde: "Era solo per far dire ai bambini: ‘Carabinieri guardate che se ci sparano, siamo morti tutti. Li ho usati come scudo. Io penso che quelli che mettono in pericolo la vita dei bambini siete voi, che ci state strozzando. Non abbiamo neanche cure mediche. Pensate ai bambini".

In alcuni passaggi l’interrogatorio dell’autista diventa un personale trattato socio-politico. "Mi chiedete: perché i negri qua vengono tutti da noi?. Ma fatevi due conti. Ci mangiate l'anima di là, per forza veniamo da voi, dove cavolo andiamo? Ci lasciate stare? Tutti. Negri qua, negri là".

La sua intenzione, continua, era "fare anche propaganda perché ci sono le elezioni Europee che stanno arrivando" e "adesso che va su l’estrema destra, la più schifosa, mandateci via tutti e noi facciamo lo stesso. Così ognuno sta a casa sua".

La posizione di Sy sugli interventi per i flussi migratori è chiara, vuole che gli africani restino in Africa o ritornino lì. "Voglio che fate le leggi del cavolo, tutti africani andate via al diavolo, e noi facciamo lo stesso. L’Africa sta da sola, voi state da soli e staremo bene, vi assicuro che staremo bene, perché ci state uccidendo, è un genocidio. Così noi togliamo il disturbo, non ci sarà più bisogno di Salvini, quell'imbecille. Lasciamoli morire là, in mezzo al mare. Quando li salvi ti accusano di favoreggiamento all'immigrazione clandestina, e voi tutti state tutti zitti. Tutto l'Occidente è complice. Di Maio: ‘Ah, sappiamo che la Francia impedisce lo sviluppo dell'Africa', eh, scoperta dell’acqua calda. Però Di Maio fa gli affari con i francesi. L’Italia fa gli affari con i francesi, quindi siete tutti complici di questa faccenda qua”.