I rapporti tra Milano e il governo giallo-verde sono stati al centro di un'intervista rilasciata oggi dal sindaco del capoluogo lombardo, Beppe Sala, ai microfoni di Radio Capital: "Confermo che Milano è un po' ignorata da questo governo adesso – ha detto Sala – È evidente che se c'è una cosa che funziona in Italia è Milano, però io non ho visto ad oggi un Ministro dello sviluppo economico venire qui e cercare di capire come funzionano le cose, l'economia ecc". Il sindaco ha poi calcato la mano sull'indifferenza che Roma mostra nei confronti del capoluogo lombardo: "Conte è stato a Milano, in altre realtà storiche avrebbe chiamato il sindaco, non lo vogliono fare e me ne farò una ragione. Mi lamento un po' ma non frigno, se mai rilancio ancora di più portando avanti una visione della città al 2030, in cui Milano farà sempre Milano".

Nella seconda parte dell'intervista Sala è tornato a chiedere l'aiuto del ministro dell'Interno Matteo Salvini, milanese doc che proprio ieri si è dimesso da consigliere comunale a Milano, carica che ricopriva (con due brevi pause) dal 1993. Il sindaco ha chiesto a Salvini una mano per risolvere il problema del Boschetto della droga di Rogoredo, piazza di spaccio all'aperto alla periferia di Milano dove recentemente è stato eretto un muro di quattro metri che non ha però risolto nulla: "Oggi il problema è che la droga costa poco: l'aiuto che chiedo a Salvini è quello di avere un presidio costante – ha detto il sindaco – Oggi la Polizia fa un giro e sta un'ora, spariscono tutti (i pusher, ndr) ma se non ci sono 40 uomini in più che possono stare lì se ne vanno e poi tornano. Con Salvini io ci parlo, lo conosco da tanti anni. Gli sto dicendo di trovare delle formule per collaborare in modo concreto su aree particolari". Sala ha detto che da parte del ministro dell'Interno c'è la disponibilità a intervenire: "Dimostriamo che al di là delle differenze bisogna e si può lavorare insieme".