Doveva scontare sette anni, dieci mesi e dieci giorni di condanna per reati contro il patrimonio: furti e borseggi. E una ragazza di 26 anni ha deciso di presentarsi in questura a Milano sperando però di poter evitare il carcere. La giovane difatti è al secondo mese di gravidanza: ha pensato che, come accaduto nel capoluogo lombardo in altre circostanze, la sua condizione potesse far scattare la sospensione dell'ordine di carcerazione facendole evitare il carcere. I suoi conti però erano sbagliati: nel suo caso infatti a emettere il provvedimento non era stato il tribunale di Milano, ma quello di Cuneo. E dunque i poliziotti in servizio alla questura, esplicate tutte le formalità del caso, hanno accompagnato la 26enne incinta in ospedale per farla visitare da un ginecologo e poi l'hanno portata in carcere, a San Vittore.

L'ultimo caso simile a Milano pochi giorni fa

L'ultima vicenda analoga è accaduta nel capoluogo lombardo soltanto pochi giorni fa. Una donna di 36 anni di origina bosniaca era stata arrestata in flagranza di reato mentre stava derubando una pendolare alla stazione di Cadorna. I poliziotti avevano scoperto che la donna, con alle spalle 30 denunce, doveva scontare un cumulo di pena di nove anni per reati contro il patrimonio. Eppure la 36enne non è finita in carcere e non ci andrà almeno fino a giugno: è infatti incinta e per lei è scattata la sospensione dell'ordine di carcerazione, in base a una circolare emessa il 15 dicembre 2016 dalla Procura della Repubblica di Milano.