L’incendio in zona Bovisasca (Foto: Giampaolo Mannu)
in foto: L’incendio in zona Bovisasca (Foto: Giampaolo Mannu)

Sono ormai alle fasi conclusive le operazioni di spegnimento dell'incendio divampato domenica sera in un deposito di rifiuti in via Chiasserini, alla periferia di Milano. I vigili del fuoco hanno comunicato di aver "praticamente spento" il rogo, che per giorni ha diffuso odore di bruciato in diverse zone della città, spaventando i cittadini: gli ultimi focolai con colonne di fumo che si sprigionano dai cumuli di rifiuti andati in fiamme saranno spenti entro il pomeriggio di oggi, venerdì 19 ottobre. Sempre nel pomeriggio sarà effettuato il primo sopralluogo investigativo: sull'incendio alla Ipb di via Chiasserini indaga la Direzione distrettuale antimafia di Milano, che dovrà capire le cause del rogo e se ci siano eventuali legami con altri incendi simili a Milano e nell'hinterland o altre zone della Lombardia, dove dall'inizio dell'anno si sono contati una ventina di roghi sospetti. Già oggi, se le condizioni lo permetteranno, nel sito di stoccaggio (che non aveva le autorizzazioni necessarie, come accertato da un sopralluogo effettuato tre giorni prima dell'incendio) si recheranno agenti della polizia scientifica e della squadra mobile.

L'assessore all'Ambiente di Milano, Marco Granelli, in giornata è tornato sui risultati diffusi ieri dall'Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) relativi alle sostanze inquinanti sprigionatesi durante l'incendio: "ARPA ieri sera nell'assemblea pubblica ha confermato che i rilievi effettuati da ARPA e dai VVFF sui campioni per la ricerca di sostanze tossiche nell'aria effettuati in continuazione in loco e in tutta la città e ancora in corso, hanno escluso la presenza di sostanze tossiche sopra i limiti – ha scritto Granelli – Per quanto riguarda la diossina, i campioni hanno bisogno di analisi lunghe. I primi dati relativi ai campioni posizionati nella notte tra domenica e lunedì e nella giornata di lunedì hanno dato il risultato di 0,5 e 6,7 picogrammi per metro cubo. Il valore di riferimento per l'OMS per attivare verifiche è quello di 0,3 picogrammi/mc per una esposizione continuata per un lungo periodo (un anno). Come evidenziato dall'esperienza di tutti gli incendi avvenuti in questi tre anni in Lombardia, i valori di diossina rientrano sotto lo 0,1 nel giro di 3 o 4 giorni. A Bruzzano, il caso più grave, le diossine il primo giorno erano 98 picogrammi/mc e il quinto giorno sono rientrate sotto 0,1 picogrammi/mc. In genere il rientro è correlato con la diminuzione o conclusione dell'incendio e dei fumi. ATS ieri sera ha confermato che i “Pronto Soccorso” degli ospedali della zona non hanno riscontrato alcun caso correlato all’episodio dell’incendio".

Nonostante le rassicurazioni da parte dell'Arpa, i cittadini che risiedono nella zona dell'incendio (Bovisasca) e nelle vicinanze sono invitati a osservare ancora alcune precauzioni: "Tenere le finestre chiuse; limitare le attività all'esterno, lavare accuratamente le verdure e la frutta raccolta nelle aree interessate dai fumi – ha spiegato l'assessore Granelli -. È  pertanto consigliabile attenersi a queste indicazioni ancora oggi e prudenzialmente domani (sabato 20 ottobre, ndr)".