Foto dalla pagina Facebook de "i Sentinelli di Milano"
in foto: Foto dalla pagina Facebook de "i Sentinelli di Milano"

Un manifesto col fotomontaggio del ministro dell'Interno Matteo Salvini e del ministro della Famiglia Lorenzo Fontana che si baciano e la scritta "49 milioni di baci". È quello che è stato esposto sabato 29 giugno, durante il Gay pride di Milano, sul carro del MoVimento 5 stelle Lombardia. A segnalare la presenza del manifesto sono stati "I Sentinelli di Milano" con un post su Facebook: "Alla fine il carro dei 5 stelle c'è stato – ha scritto l'associazione laica milanese -. Con in bella mostra questo striscione. Quindi praticamente rei confessi di governare insieme a dei ladri. Contenti loro..". Il post è diventato virale, con centinaia di condivisioni e migliaia di "reazioni". La presenza di un carro del MoVimento 5 stelle al Milano Pride aveva suscitato molte polemiche per via della coabitazione del M5s al governo nazionale con la Lega, la stessa che col ministro Fontana in testa difende la famiglia "tradizionale". Il M5s Lombardia aveva però bollato come "aberranti" le polemiche ribadendo la propria partecipazione al Pride: "M5s non è mai stata contro i diritti civili e in Lombardia siamo sempre stati a fianco della comunità Lgbtq", aveva scritto la consigliere regionale del M5s Monica Forte.

Sollazzo (M5s): Il volantino è un modo goliardico per rimarcare le nostre idee

Il volantino contro la Lega (il riferimento, oltre alle posizioni del Carroccio sui diritti civili, è anche ai 49 milioni di euro di finanziamenti pubblici spariti dai conti del Carroccio, ndr) sul carro del M5s non è stato una svista o l'iniziativa di un singolo esponente pentastellato. Anzi è stato apertamente rivendicato da Simone Sollazzo, consigliere comunale e capogruppo del MoVimento 5 stelle a Palazzo Marino: "È stato esposto perché in questo momento di grande incertezza soprattutto per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani e diritti civili, per noi come Movimento era importante guardare oltre le dinamiche politiche, mantenendo fede a quelli che sono sempre stati i nostri impegni primordiali: cioè il rispetto dei diritti umani, la salvaguardia dei diritti civili, le pari opportunità per tutti", spiega Sollazzo intervistato da Fanpage.it. "Quel manifesto è stato tra i più fotografati: in un certo qual modo ha rappresentato un ritorno alle origini, un linguaggio goliardico con cui in effetti si è cercato di rimarcare in maniera molto forte le nostre idee, però con una certa ironia che speriamo venga colta".

C'è una parte del MoVimento che è sempre stata attenta a questi temi

La partecipazione al Pride di sabato è stata l'occasione per sottolineare quelle che sembrano differenze significative tra il Movimento 5 stelle lombardo e il M5s nazionale: "Sarebbe stato assurdo non partecipare a una manifestazione come questa che ha un valore simbolico molto importante. Era un modo per manifestare ancora una libertà di espressione. La nostra presenza non voleva dare adito a polemiche, era per far capire che c'è ancora una parte del MoVimento che oltre che essere governativa è sempre rivolta e attenta a questi temi". Dopo i problemi avuti nelle recenti manifestazioni (durante il corteo del 25 aprile i Cinque stelle erano stati aspramente contestati), la partecipazione al Pride dei Cinque stelle è scivolata via senza particolari problemi: "Non siamo arrivati con atteggiamento da tifosi, ma da persone composte. C'è stato un atteggiamento maturo e consapevole del M5s, possiamo ritenerci soddisfatti. Quello che volevamo sottolineare e rivendicare è la nostra voglia di essere presenti".

Maturità sembra essere la parola chiave della branca lombarda del MoVimento, che mentre a livello nazionale sembra essere stata "cannibalizzato" dalla Lega, a livello locale è certamente più "libero" e su alcuni temi, come ad esempio le Olimpiadi invernali del 2026 (su cui alcuni giorni fa c'era stata una gaffe del M5s) sembra pensarla diversamente dai Cinque stelle "di governo". "Purtroppo bisogna imparare a discernere tra la gestione nazionale e quella locale – spiega Sollazzo – Il contratto di governo tutela l'attività d'aula e decisionale a livello parlamentare. Sul fronte locale – quindi anche lombardo e milanese – in teoria ci si può anche muovere autonomamente: certo non bisogna discostarsi totalmente da quanto si decide in Parlamento, ma ci possono essere tutte le mitigazioni del caso, le proposte aggiuntive, le varianti. Sulle Olimpiadi per esempio: io non ho un atteggiamento trionfalistico, da sostenitore della prima linea. Però con una certa razionalità le dico che si possono portare avanti le Olimpiadi a Milano, con tutti i dovuti controlli. C'è questa maturità di dire: manteniamo fede ai nostri principi cardine che sono rispetto dell'ambiente, rispetto delle strutture, rispetto dei costi che stanno a carico della collettività. Dopodiché – aggiunge Sollazzo – queste manifestazioni che aggregano e che possono portare innovazione o comunque mettono Milano in una luce positiva le possiamo valutare, però sempre secondo certi parametri. Non ci siamo mai schierati contro le manifestazioni sportive a prescindere perché sarebbe veramente assurdo, però vanno rivisitate, filtrate attraverso dei principi abbastanza severi di controllo delle risorse ed evitando sprechi di qualunque tipo".

Apertura e predisposizione al dialogo su temi comuni, come i diritti

Il portavoce del Movimento 5 stelle a Palazzo Marino non nega di aver pensato (e non sarà il solo nel MoVimento) che la coabitazione con la Lega al governo stia danneggiando i Cinque stelle: "È una riflessione che faccio sempre anch'io". Le distanze su certi temi dal Carroccio (ma anche dal M5s di governo), se da un lato possono essere lette come segno di maturità e autonomia dei Cinque stelle lombardi, dall'altro possono essere interpretate dai critici come doppiezza, schizofrenia di un movimento che per la verità non è mai stato granitico nella sua composizione: "Purtroppo come in tutti i rapporti di convivenza c'è una sorta di amore-sopportazione (non dico odio perché è una parola molto pesante) – dice Sollazzo -. Ognuno ha le sue inclinazioni, è ovvio che partiamo con una nostra posizione ferrea, poi possiamo trovare dei compromessi. Però sicuramente sui diritti civili non ci può essere tanto compromesso perché parliamo dei diritti delle persone ed è una cosa veramente profonda che va oltre i soldi, va oltre gli investimenti, va oltre i lavori pratici". Su temi come i diritti civili, ma non solo, il M5s lombardo è aperto e predisposto a collaborare con tutti: "Che sia il centrosinistra o il centrodestra o la Lega stessa che è quella con cui viviamo di più a stretto contatto, c'è comunque questa predisposizione a collaborare laddove c'è convergenza su temi comuni senza guardare l'appartenenza politica. Lo posso garantire io, ma lo garantisce sempre tutto il gruppo". Rispetto alla chiusura e all'intransigenza del MoVimento delle origini "adesso c'è un'ambivalenza – conclude Sollazzo: fede ai propri ideali iniziali perché sono i nostri tratti che ci distinguono dal resto, ma allo stesso tempo predisposizione al dialogo, che è molto importante".