Una delle foto pubblicate dal consigliere di Municipio Marco Cagnolati (Facebook)
in foto: Una delle foto pubblicate dal consigliere di Municipio Marco Cagnolati (Facebook)

È la movida l'osservata speciale in questa "fase 2 bis" dell'emergenza coronavirus. Per quanto i dati sui contagi in Lombardia non siano ancora chiari, e cioè non si sappia con precisione chi siano i nuovi contagiati né dove avvenga questo contagio (se all'aperto oppure in luoghi chiusi come case, mezzi pubblici, luoghi di lavoro o rsa), in tanti, tra cui anche il sindaco di Milano Beppe Sala e il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, puntano il dito contro chi esce senza rispettare il metro di distanziamento sociale, oppure senza indossare correttamente la mascherina. Nel mirino, dopo la riapertura (seppur con molte limitazione) di bar, ristoranti e locali, sono finite soprattutto le zone della movida, lì dove si concentrano le attività di somministrazione.

La denuncia del consigliere Cagnolati a Porta Venezia

A Brescia il sindaco Emilio Del Bono ha deciso di chiudere piazzale Arnaldo, cuore della movida bresciana, dopo che ieri in tanti si sono riversati nella piazza, creando assembramenti. A Milano sono state diverse le situazioni: ai Navigli, già finiti nel mirino del sindaco negli scorsi giorni per qualche assembramento di troppo, la situazione è apparsa tutto sommato sotto controllo. In via Lecco, una strada del quartiere Porta Venezia, il consigliere di Municipio 3 Marco Cagnolati, capogruppo di Forza Italia, ha invece denunciato alcune scene al limite: "Assembramenti, distanze di sicurezza non rispettate, molte persone senza mascherina o con mascherina abbassata", ha scritto Cagnolati su Facebook, corredando il suo commento con alcune foto. In effetti non tutti sembrano rispettare le distanze di sicurezza, probabilmente anche a causa dei marciapiedi troppo stretti vicino ai locali. "Molti pensano che il proprio comportamento non possa fare la differenza, ma è qui che si sbagliano, da questa emergenza ne usciamo se tutti rispettiamo le regole, purtroppo in questo caso pochi mettono a rischio molti – ha scritto Cagnolati, che ha spiegato di aver scritto a questore, prefetto e sindaco per informarli dell'accaduto: "Non possiamo permetterci un altro lockdown".